25 giugno 2007

Chimay, Bacardi Jamaican rhum, White Lady, Beck's beer, tequila bum bum

Finalmente sono arrivati i numeri di Seed Magazine. La rivista è bella, ben fatta, di quelle cose che in Italia manco te le sogni, o almeno credo, dato che non compravo riviste scientifiche, prima d'adesso.
L'idea è di coniugare Scienza e Cultura. Sissignore, Scienza e Cultura, e non come al solito, mettendo il tutto in mano a qualche 'gnorantone come quelli di Repubblica.

È na cifra da science geek, come rivista, ma mi piace (ecco, appunto). Unico particolare preoccupante: ma come mai su manco 100 pagine ce stanno ben 5-6 pubblicità de alcoolici? Ma allora è proprio vero il luogo comune degli scienziati alcoolizzati? Il mio saggio compagno d'ufficio, quando gliel'ho fatto notare, ha ribattuto chiedendomi cosa si faccia solitamente la sera, noialtri PhD...

24 giugno 2007

Apri Repubblica.it

E ti trovi notizie del genere. A quando la nomina dell'esimio Dr. Balanzone? Annamo bene....

Flashamo

A poco a poco, nel corso di questa settimana, la stagione delle piogge è terminata. È tornato il sole, si sono rimoltiplicate le cose da fare, c'è stato Vinicio Capossela e prima di lui l'incontro con i WuMinghi, poi l'Orchestra di Piazza Vittorio. Poi, ieri, l'imbarazzo della scelta: alla fine è stata una serata dagli alti contrasti, da una parte il festival di musica etnica a Chiasso, con il mitico Tonino Carotone, ed i Baba Zula che, tra le altre cose, hanno una canzone su Alessandro Magno e Diogene! Questo durante la prima parte della serata; agli antipodi la continuazione al Lido, posto fighetto per eccellenza. È stata una serata di sorprese flashanti e piacevoli incontri, disdette causa stanchezza e altro ancora.

Insomma, in una parola è ripresa la vita.

p.s. Ho iniziato a postare sul blog alcune tesi tratte da “La Società dello Spettacolo”. È una lettura tosta, che procede a rilento, e credo che questa cosa mi aiuti a fissare alcuni dei punti più importanti in testa. Vedremo.

17 giugno 2007

Times are a'changing


Prove incontrovertibili di Global Warming (*)

A woman leaves her car in east Belfast during severe flooding. Northern Ireland was hit by torrential rains after days of Mediterranean style weather.

(BBC, qui e cliccate sul numero 10)

* che in qualità d'effetto, è l'unica cosa certa d'esistere: cionondimeno, notizie del genere shokkano sempre. Chissà com'era Dublino sotto il sole.

Tesi 12

Lo spettacolo si presenta come un'enorme positività indiscutibile ed inaccessibile. Esso non dice niente più di questo, che «ciò che appare è buono, ciò che è buono appare». L'attitudine che esso esige per principio è questa accettazione passiva, che di fatto ha già ottenuto col suo modo di apparire senza repliche, con il suo monopolio dell'apparenza.

16 giugno 2007

Tesi 1

Tutta la vita delle società nelle quali predominano le condizioni moderne di produzione si presenta come un'immensa accumulazione di spettacoli. Tutto ciò che era direttamente vissuto si è allontanato in una rappresentazione.

15 giugno 2007

Né USA né Islam, né Ruini!

A Repubblica adesso anche le scritte nazista sui muri fanno notizia. E “alimentano la polemica”.
Mi chiedo allora che razza di polemica avrebbe potuto alimentare la scritta che avevo sotto casa l'anno scorso; e firmata con una bella croce celtica.

Ci provo ora: “L'estrema destra denuncia la mancanza di alternative. Scritte apparse nella notte alimentano la polemica. Il Card. Ruini: «Gli slogan privi di logica sono contro la natura divina della creazione.»”

Proprio una macedonia

Leggere cose del genere lascia proprio di merda. Questo genere di risposte sembra più appropriato per la deposizione di qualche omertoso testimone ad un delitto di mafia.. eppoi di questi famosi 300 poliziotti di tutti i tipi che entrarono, stranamente si conoscono solo i capi di quelli che non fecero nulla di più che dare qualche manganellata - con gentilezza spero.

Propongo una spiegazione migliore per i pestaggi: "sono caduto dalle scale"

14 giugno 2007

Ci siamo

Se l'ha fatto Parigi, lo farà anche Roma (vedi: Notte Bianca). Daje Uolter!

(Altra buona notizia: Ecoincentivi per rottamare i vecchi ciclomotori.. e per l'acquisto di biciclette!)

10 giugno 2007

Annate a lavorà (R: sì, ma in bici!)

Mi ha fatto piacere parlare con Arianna della ciemmona. Piacere perché è bello constatare posizioni simili nelle persone che conosco, riguardo al tema critical mass. Io posso definirmi senza tema di smentita, nella mia cerchia d'amici, come lo sfegatato biciclettaro che ha iniziato a scassare a tutti il cazzo co sta storia della critical mass. E lo dico sapendo che, alle persone cui ho suggerito di farsi una pedalata l'ultimo del mese, e che poi l'hanno fatto effettivamente, il primo impatto con la CM ha fatto a tutte lo stesso effetto.

La prima volta che ti ci trovi dentro è affascinante per chiunque. È semplice: prima o poi a tutti è venuta in mente la grande idea di usare la bici in città. Pochi l'hanno messa in pratica, ed i motivi per tale rinuncia sono i soliti: macchine, macchine, macchine e ancora macchine (e motorini motorini motorini, nel caso di Roma). Quando invece pedali protetto dal pancione della CM, vai a passo lento, chiacchieri con qualche improbabile compagno di viaggio, respiri aria un po' meno puzzolente e soprattutto non temi la morte su quattroruote.

Poi dopo il primo invaghimento -- chiamiamolo così -- vedi anche che c'è un lato fondamentalmente sbagliato in tutto ciò. Puoi accorgertene subito, la prima volta, o ti ci possono volere molti mesi e molte CM per arrivare alla conclusione: la CM si basa su un soppruso semiorganizzato. Blocchi il traffico, e la vita delle gente che in esso si trova. Adesso, si può discutere del diritto del dimostrare, anche del suo dovere, soprattutto se pensi che ci siano questioni urgenti su cui la massa di auto-dipendenti non aprirà mai gli occhi da sola, e sì, si può anche citare Mao,
La rivoluzione non è un pranzo di gala, non è una festa letteraria, non è un disegno o un ricamo, non si può fare con tanta eleganza, con tanta serenità e delicatezza, con tanta grazia e cortesia, la rivoluzione è un atto di violenza.
Io, nonostante questa verità rivoluzionaria, mi ero profondamente disamorato dalla CM l'anno scorso, difronte alle stesse scene di cui Arianna mi rendeva conto: ciclisti scalmanati, che stranamente non li vedi mai durante le CM sfigate, quelle invernali per esempio, dare in escandescenza, prevaricare, insultare senza motivo, all'indirizzo di gente bloccata nel traffico, che magari non ha nemmeno ben capito che è sta massa di ciclisti. A me sembra una gran vaccata andare da un poraccio/a guidatore/trice qualsiasi a urlargli in faccia "Assassino", "mi stai avvelenando". A cosa serve insultare di punto in bianco una persona solo perché si trova in automobile? È insensato: l'obiettivo della CM è sensibilizzare, dimostrare che esistono mezzi di trasporto migliori, esibendo un esempio pratico, in carne, ossa e alluminio. Dunque, non è fondamentalmente IDIOTA agire così?

La CM non è una manifestazione. Non è indetta per uno scopo fattuale, da un preciso gruppo di persone (oh beh... poi in pratica capita che ci siano sempre gli stessi ciemmisti ardcore). Per cui non puoi andarti a lamentare di quello che non ti è piaciuto. Questo forse è il punto meno battuto di tutte le chiacchierate fatte al suo riguardo: lo scopo della CM è massificare gli individui, ed al tempo stesso di responsabilizzarli. Il fare massa della CM è il suo aspetto più bello, e allo stesso tempo il più debole. Il responsabilizzare ciascun suo partecipante è qualcosa che ancora non ho visto messo in pratica a dovere. Forse è problema dell'area Romana, chissà. Forse, in futuro, varrà la pena tenere d'occhio qualche massa Svizzera, e vedere se è solo una questione di antropologia.

Il prossimo weekend che altro?

Spettacolare concerto di Vinicio, ieri sera. Una serata con il vino, i balli scalmanati e la spazzatura per strada, i cocci di bottiglia ovunque: un vero concerto insomma.

9 giugno 2007

Witricity?!

nel 1890, più di un secolo fa, un fisico e ingegnere elettrico di Long island, Nikola Testa, propose di trasferire la corrente via etere
UN fisico e ingegnere elettrico! UN! Oddio....

Oltretutto molti notano le manie di grandezza del MIT. Ergo per Repubblica trattasi di una grande scoperta rivoluzionaria.. ma mi faccia il piacere!

Quattro chiacchiere con...

Come migliaia di persone in tutta Italia, sono entrato nella cerchia di quelli che han fatto quattro chiacchiere col Wu Ming (Wu Ming 1 e Wu Ming n, dove n è incognita visto che non mi ricordo che numero fosse); luogo dell'incontro, ieri, il centro sociale di Lugano. Come disse capola, alcune cose, nell'incontrare degli autori che ammiri, ti risultano stranianti (tipo le famose basette di WM1), altre invece hanno un che di piacevole, come il parlare con loro come se si fosse vecchi amici che becchi tutti i giorni al bar. Nel mio personalissimo caso mi ha stranito notare come WMn mi desse ragione su tutte le mie interpretazioni riguardo a Manituana:

JD: «Sai una cosa, il Conte di Warwick è il mio personaggio preferito del libro,
lui e l'imperatore del Mohock club»;

WMn: «Anche il mio».
JD: «Sai una cosa, il quartetto di liberisti mi aveva fatto pensare, quando lo
lessi, a quelli di tocqueville e i vari blog liberali che se la cantano e se la suonano».

WMn: «Sono esattamente loro».
...
Ho preferito non controllare se il non-esiste-due-senza-tre fosse valido. Preferisco autoimpormi, come spiegazione, il fatto che in realtà io sia un lettore molto più attento di quanto pensassi.

Eppoi esulando dal libro, una chiacchierata "sul movimento", che nel tempo si è sfasciato, che all'inizio, tra le tute bianche, ci stavano anche insospettabili DS e altro ancora, che se una cosa te la chiede il subcomandante Marcos te col cavolo che gli dici di no...

Ciò mi ha fatto pensare che ammiro molto il collettivo WM per la loro capacità di aver inventato qualcosa che definirei "ingegneria letteraria", e di portarla avanti con cose come la scrittura collettiva, la fruizione comunitaria dell'opera e via dicendo. E che queste idee sono talmente innovative che difficilmente - penso - dipendano dalle loro posizioni politiche. È vero, ne sono funzionali, ma io mi immagino - nella mia solita fissazione d'andare oltre le divisioni - che potrebbero benissimo essere usate da chiunque, in un contesto assolutamente diverso, chessò, autori disimpegnati, intellettuali di destra (quest'ultimo è un esempio meramente teorico: sappiamo tutti che non ve ne sono in giro; nondimeno, se ne esistessero...).

Avrei voluto chiedere loro se non avessero mai notato che il sito di Manituana sembra tanto un sourceforge o un bug tracker, e se l'ispirazione dall'open source fosse solo a livello di licenza o anche a livello di tecniche di produzione letteraria. Ma poi non mi ha retto di buttarmi in una discussione tanto astrusa, quando becchi un vecchio amico che non vedevi da tanto! :-)

8 giugno 2007

Dategli le Brioches*

Rimango sconvolto. Che poi, vicino a Palazzo Madama, ci sono Giolitti e S. Crispino (che immagino diventerà presto fornitore del senato, a questo punto)... a che pro quindi? Puro scollamento dalla realtà, marciata da parte di Repubblica.it o che altro?

* che poi Wikipedia dice che si trattava di una diceria che girava dai tempi di Maria De' Medici

7 giugno 2007

Una mattina rilassata

In Ticino si festeggiano tutte le feste cattoliche, cui in Italia abbiamo rinunciato non ricordo nemmeno quando; Pentecoste, S. Giuseppe, Corpus Christi - oggi - e via dicendo. Per l'occasione, ne ho approfittato per dormire tutta la mattina e ingollare dei fantastici dolcetti al cioccolato; sono alcuni giorni che il tempo è una schifezza: adesso, guardando fuori dalla finestra, giganteschi nimbostrati (Wikipedia spacca) nascondono il monte Bar, il Denti della Vecchia, e tutte le altre montagne attorno a Lugano. Guardando la TF1 su zattoo, la Francia è tutta puntellata da simboli di nuvolette.

È un perfetto mezzogiorno per stare davanti alla TV e fare zapping e non pensare a nulla e non fare nulla. Prima stavo vedendo "Loosewomen" su ITV1, dove due ragazze parlavano con due donne di mezza età di occasioni perdute per andare a letto con uomini carini. Prima ancora di quello un po' di Tg2, e ancora prima quel vecchio telefilm con Bruce Willis su RAI3...

Sul computer, la TV è strana. Passi dai canali Tedeschi, a quelli Francesi, poi quelli Italiani... e ti rendi conto che non cambia molto, a parte la lingua. Eppoi il linguaggio televisivo è qualcosa per cui avevo perso l'abitudine. Così dogmatico, manieristico. Certo, avendo iniziato a leggere "La società dello spettacolo", la mente è decisamente più recettiva per certi fenomeni, tuttavia devo dire che c'è qualcosa di fondamentalmente differente, di straniante, nel fruire della TV davanti al computer: di sfuggita, questo finesettimana, avevo visto un po' di televisione a casa dei miei, sbracato sulle familiari poltrone, scolpite dalle chiappe paterne in anni e anni di tele-visione, e tutto questo senso di diffidenza nei confronti del mezzo non l'avevo notato. Adesso forse, avulso dal suo normale nido, dal suo guscio familiare e solitamente collocato sul sofà, il contenuto di immagini e di spettacoli sembra come denudato di una patina calmante e familiare, e appare per quello che è..

.. ma però ARTE è na ficata!

4 giugno 2007

Bentornato, mi disse

La foto non è mia.. ma i colori, quelli posso assicurare che sono abbastanza fedeli.

Credo di aver capito a fondo il concetto di ottmizzazione: treno venerdì pomeriggio, arrivo in città alle 10 pm, diritti al palazzo dei congressi, alba, nanna, sveglia a mezzogiorno, pranzo dai miei, incontrare Sparkybus e Arianna, giro per Roma, cena al Paella 2 (scarso) poi di nuovo al palazzo dei congressi, alba, nanna, colazione all'una, giro al Roma EST a comprare scarpe italiane per Pilchin, prendersi un tiramisù da Pompi col Nether, giro per Roma, cena dai miei, Stazione termini, cuccette, cappuccio e briosche dietro alla stazione centrale a Milano, treno per Lugano. Lugano. Non sono stato abbastanza hardcore da riuscire ad andare filato al lavoro, come ha fatto Cyrus. Me la sono presa comoda per un'ora e mezza, pranzando a casa, prima di riandare in ufficio a leggere email, stampare cose: cazzate del genere, insomma.

Ecco, esausto è la parola giusta credo.

(Alvan Noto, Nathan Fake, Giardini di Mirò: spettacolo. Mike Patton & Fennesz mi hanno lasciato disappointed)

1 giugno 2007

Occhio all'amperometro

Mi ha colpito la notizia della manifestazione dei verdi su Repubblica.it. Confesso di aver pensato ad un hype eccessivo da parte del giornalista, che rendeva conto del viaggio di 300 km, da Firenze a Roma, del cinquino elettrico. Francamente ero rimasto alle auto elettriche che erano ancora sostanzialmente inutilizzabili. Un paio di hop partendo da Google, e sono arrivato qui:
E' curioso anche come la prima prova per questa auto retrofittata elettrica sia un viaggio di 300 km: proprio ciò per cui le auto elettriche NON sono concepite. Pietro (e noi con lui) ci stiamo rendendo conto che, se anche l'elettrico dovesse aiutarci nella crisi energetica, la nostra vita è destinata a cambiare di molto. Niente più weekendini in costiera o in montagna, niente più cenette dall'amico in campagna, praticamente niente più viaggi se non molto occasionalmente in treno. Col petrolio, finirà molta della nostra libertà ed indipendenza.
Il che da biciclettaro, non mi sembra una profezia così allarmistica. Insomma, per un anno ho fatto gitarelle in costiera e montagna durante il weekend, usando l'arma del treno+bici. Certo, tutti noi biciclomuniti eravamo consapevoli che molti percorsi non fosse praticabili senza l'ausilio della macchina che ti scarica all'inizio del trail senza perdere l'intera mattinata. Ma viene cmq da pensare che forse il problema non sarà una limitazione della libertà (questo è wishful thinking, in parte), ma solo un aumento del senso pratico che tutti noi dovremo avere per continuare a fare la vita che facciamo; modulo certe approssimazioni ovviamente (il famoso caffè a Napoli in 2hr di viaggio magari sarà impossibile). Inoltre l'altro fattore determinante sarà la gradualità del cambiamento. L'importante anzi, sarà far passare questo nuovo modo di fare non come fosse l'inizio dell'Autarchia, così: dall'oggi al domani. Quella sì che sarebbe una grossa presa a male!