Visualizzazione post con etichetta bello appoggiare i dittatori e poi far finta di nulla. Mostra tutti i post
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22 marzo 2011

Aiuto! Sono diventato un neocon?! /2

Sempre sull'argomento Giovanni Fontana ha scritto un bel post sulle ragioni dell'intervento in Libia. Tra le altre cose, quando scrive:
Infine, la gente di Bengasi ha già manifestato (e oggi ha ribadito) come il rispetto dell’autodeterminazione dei popoli sia dalla parte delle persone – che esultavano in piazza per  il passaggio della risoluzione – e contro il despota. Come spesso succede, rispettare la sovranità (cioè la sua inviolabilità) di un luogo significa rispettare chi comanda, spesso attraverso sangue e terrore, in quel luogo.
inevitabilmente ho pensato alle ciance dei leghisti sull'autodeterminazione dei popoli ed al cinismo estremo presente nelle dichiarazioni di Bossi e Maroni. Per la serie, sosteniamo l'autodeterminazione di tutti e soli quei popoli che si trovano sulla sponda nord del Mediterraneo?

19 febbraio 2011

L'amico della nipote di Mubarak

“Berlusconi and Gaddafi” di Matteo Bertelli

Se le proteste divenissero sollevazione di popolo; e se la sollevazione di popolo divenisse rivoluzione; e se la rivoluzione alla fine lo cacciasse, dove andrebbe a rifugiarsi Gheddafi?

(Pensiero ozioso, il what if, soprattutto quando verte su singoli personaggi—e potenti per di più. Tutta colpa del sabato mattina. Mi piace il sabato mattina: è perfetto per fare ragionamenti oziosi. Radio France FIP passa una selezione poco impegnativa e la mente può spaziare su campi di facezie e ragionamenti oziosi, oziosissimi anzi.)

Neanche un mese fa Ben Alì, il pupazzo cleptomane che noi italiani mettemo al potere quando ancora ci si poteva proclamare “non proprio l'ultimo carrettiere del mediterraneo” con una certa sicurezza, quel Ben Alì cercava rifugio in Francia, e lungo la strada si fermava in Sardegna. Italia e Francia: i vecchi amici. Ma i vecchi amici s'erano già dimenticati di lui e alla fine Zine s'era dovuto accontentare dei sauditi. Ma Muhammar ha un'altro peso. Ben Alì, una vecchia conoscenza dei tempi della prima Repubblica, al più. Da noi Gheddafi, invece, è ormai di casa. Gli abbiamo conferito grande legittimità con la storia del trattato di pacificazione, e i dittatori in fondo s'assomigliano tutti: quando gli hai dato così tanto non è normale che ti chiedano un ultimo favore per salvare la pellaccia, no?

Che peso avrebbe una cosa del genere? Qui si divaga troppo, e una domanda del genere contiene troppi se per risultare scomoda al nostro amico della nipote di Mubarak. Figuriamoci per appassionare il suo pubblico.

Un vero peccato. Buon sabato.