31 marzo 2008

L'ha detto! l'ha dettoo

Due minuti fa Veltroni ad “Otto e mezzo” ha usato la parola ‘Comunità’.

p.s. Lanfranco Pace è un coglione, oppure lui e Uolter si odiano.
p.p.s Uolter ha fatto 'a battuta!

Più di mille

Una puntata di Report vale più di mille documentari, libri shock e compagnia cantando:
Dovete partire dallo studio dove ha fatto approvare il finanziamento. Da lì, la catena che lega con la consulenza del Ministero e la catena del politico che assegna dal Ministero la consulenza. È questa la catena, è facile! Ma se nessuno la vuole vedere … perché questo sistema ti copre, so forti. Lei non riuscirà a dimostrare una tangente, non ci riuscirà mai. Mi segua le do un imput che Lei … io sono il consulente del Ministero e strutturo il bando, dove già dico che a monte del bando c'è un 7, un 10, un 12% di progettazione finanziaria agli studi, e poi delego l'istituto che deve controllare e dare la graduatoria … tengo tutti per le palle o no? Mi risponda!

28 marzo 2008

Eccomi qui, ma Repubblica.it dov'è?

Eccomi qui, bello come il sole e trincerato nel mezzo dei sinistri più sinistri. Insomma, niente di sorprendente rispetto al 2006. L'effetto “film già visto” è rafforzato dal fatto che, così come ora, nel 2006 non avevo assolutamente intenzione di votare per i partiti a cui ero vicino! Ma attenzione, ecco un nuovo arrivato, il test di Repubblica.it



Che carino eh? Perfetta separabilità tra le due classi dominanti ... Laici progressisti contro i cattivi Confessionali conservatori. Facile facile ed ecco spiegato il panorama politico secondo Repubblica.it.
In “Buongiorno, Notte” di Bellocchio, ad un certo punto uno dei BR apostrafa un'altro dicendogli: “ma che, credi ancora ai sondaggi di Repubblica?!”; e come dargli torto? Il test di Voisietequi usa il multidimensional scaling, che calcola le distanze tra la posizione politica dell'intervistato e quella dei vari partiti. Ma l'MDS non attribuisce nessun significato, a priori, agli assi cartesiani delle coordinate dei punti. Il test di Repubblica invece è più simile a The Political Compass, che usa semplicemente l'analisi fattoriale ed in più attribuisce – a priori – agli assi un certo significato politico: Laico / Confessionale nel caso di Repubblica, ad esempio.

Questa è la classica forzatura in cui si cade quando si usa l'analisi fattoriale, visto che gli assi calcolati dalla analisi fattoriale sono semplicemente quelli lungo i quali si osserva la maggiora varianza dei dati, cosa che non necessariamente implica una data catalogazione (covariation is not causation, darling). Insomma, per farla breve, se anche quelli di Repubblica avessero consapevolmente forzato l'analisi dei dati per far apparire il PD omogeneo al resto della sinistra, è abbastanza facile notare incongruenze nel test e non attribuirgli molta affidabilità. Certo, scorrendo i commenti vedi un sacco di gente che dice “Ehi, c'ha proprio preso con me!”, ma se per questo c'è anche un sacco di gente che pensa che l'umanità si divida in 12 classi perfette, (*) sempre sulla base del “Ehi, con me c'ha preso!”.

Viene da chiedersi – piuttosto – come si faccia a spiegare alla maggioranza delle persone la grande differenza tra Repubblica e Voisietequi: da una parte un metodo non trasparente – che mi puzza di sballato nella migliore delle ipotesi, dall'altra un metodo aperto e collaborativo, che magari non arriverà mai ad avere le interfaccine trendy fatte in flash, ma che sotto il cofano ha degli ingranaggi che possono essere ispezionati da tutti. Al riparo dei sondaggisti di Repubblica.

(*) cmq Rob Brezny non può non starti simpatico!

23 marzo 2008

19 marzo 2008

FYI

Domani nuovamente a Roma, fino al 30.

No!

No, dentro non ci sono due tizi in calzamaglia nera che camminano facendo pernacchie di continuo.



[via Mircea]

16 marzo 2008

Smashing Silvio for fun and profit

Questa cosa di Berlusconi e della sua campagna elettorale, della quale persino un poppante noterebbe l'incoerenza logica ai limiti della schizofrenia, continua a darmi da pensare. Ci deve essere un metodo per utilizzare questa cosa a proprio vantaggio. Ci deve essere un metodo per hackerare Berlusconi.

Mi spiego: basterebbe farlo cadere in trappola inducendolo ad affermare una presa di posizione dall'apparenza innocua, di quelle che solleticano il ventre molle dell'elettorato di centro dx o, ancora meglio, dell'italiano medio. Qualcosa sulla Nazione per esempio. Solo che questa affermazione deve essere una sorta di bomba logica, che possa venire subito equivocata facendolo passare per qualcuno di moralmente ignobile – chessò, un pederasta. Ma anche la sua negazione, che lui subito farebbe sua con una smentita del tipo "stavo evidentemente facendo dell'ironia", dovrebbe essere altrettanto infida da scaturire un mare di polemiche. Cosa che lo indurrebbe a fare la smentita della smentita – ovvero la prima affermazione, e via, all'infinito, come se fosse entrato in un ciclo while bacato.

L'unica cosa che mi viene in mente è la puntata dei Simpson di qualche giorno fa in cui il preside Skinner è vittima delle femministe, ma su questo argomento il nostro è evidentemente immune. Ma deve esistere da qualche parte la proposizione bomba che lo farà implodere. È là fuori, e attende solo di essere scoperta.

13 marzo 2008

Parafrasando

«Da padre il consiglio che le do è quello di ricercarsi il figlio di Berlusconi o di qualcun'altro che non avesse di questi problemi. Con il sorriso che ha potrebbe anche permetterselo»
Certo che con le battute che fa, se mai vincesse le elezioni non si potrebbe dire altro, … che coloro che l'hanno votato sono una massa di coglioni.
Il tag noncapisco ce lo metto, perché sinceramente proprio non capisco come mai il PDL sia ancora dato per vincente. O forse leggo troppo i noti fogli comunisti Il-Corriere-Della-Sera e Repubblica?

8 marzo 2008

La tua memoria collettiva fa acqua da tutte le parti

Giuseppe D'Avanzo su Repubblica.it:
Nella costruzione di questa memoria - di questo bisogno di memoria - c'è una manipolazione, uno scarto anche toponomastico. Via Caetani non è nel mezzo tra Botteghe Oscure e Piazza del Gesù. È lontano un centinaio di metri dal palazzo rosso. È in un'altra direzione rispetto al palazzo bianco. La "nuova" collocazione di quella strada buia nel cuore di Roma scolpisce nella memoria collettiva una rappresentazione sapientemente alterata della morte di Aldo Moro. Liquida con una scelta perentoria ogni necessità di storia ("Tutto è così chiaro"). Ne confonde le logiche. Ne occulta le responsabilità. Rende di "geometrica potenza" la lucidità politica dell'assalto allo Stato delle Brigate rosse. Esalta la "fermezza" delle istituzioni pubbliche e delle forze politiche, anche quando è stata soltanto un espediente strumentale o ipocrita.
Io non c'avevo mai fatto caso. E dire che ci sarò passato un milione di volte da quelle parti (c'è un negozio di abiti usati, eppoi quella è tra le zone più belle di Roma …)

Quando finii di leggere questo libro qui, (qui in Italiano) chiesi a mia madre come fosse possibile, che i programmi ministeriali dell'insegnamento della Storia nei licei si fermassero alla Liberazione. Mi disse che quando aveva fatto il Liceo lei, negli anni '60, si fermavano alla crisi dello stato Liberale; conoscere il fascismo era ancora tabù per quella generazione.

Nulla di cui meravigliarsi, dunque.

7 marzo 2008

Mio cugino

Per la serie “Leghe a confronto”:

Quella dei Ticinesi *, scorse elezioni federali

quella LombardaPadana, appena visto su Corriere.it

Curioso, eh?

* quelli di “Salviamo i nostri rustici”, proprio loro.

3 marzo 2008

2 marzo 2008

Un popolo decisamente forte

A regular description of a Qassam missile that hits Sderot will generally look like this: ‘A Qassam fell next to a residential house, three Israelis had slight injuries, and ten others suffered from shock.’ One should not make light of these injuries: a missile hitting a house in the middle of the night could indeed cause great shock. However, one should also remember that shock is for Jews only. Palestinians are apparently a very tough people.
E ancora:
Israeli journalists are not embedded with the security establishment; and they haven’t been asked to make their audience feel good about Israel’s military policy. The restrictions they observe are observed voluntarily, almost unconsciously – which makes their practice all the more dangerous.
Da leggere. Qui. [via 3qd]

1 marzo 2008