21 dicembre 2007

Teorie del complotto

La telefonata di Saccà a Berlusconi è degna delle gag dell'immenso Magnotta («C'è una cosa sulla Calabria che le devo dire!!») soprattutto, a sentire dal vero i retroscena che tutti si sono sempre immaginati in mille discussioni sulla politica («Presidente!»), la RAI, le vallette etc etc etc, a sentire veramente cose del genere, non –bada bene– semplicemente ad immaginarsele, beh, una volta che ti capita questo, vai e ti rileggi questo misero comunicato:
Postilla per aspiranti dietrologi
Daniele Luttazzi, lascia intendere ad alcuni giornalisti che lo stop sia in realtà dovuto ai contenuti della puntata registrata venerdì 7 dicembre, tra le 16 e le 19.
Di cosa parla la tanto "temuta" puntata? Dell'Enciclica Spe Salvi, l'ultima di Benedetto XVI.
Considerando che Daniele (blah blah blah, ndr) ... non si capisce perché La7 avrebbe dovuto bloccare proprio la puntata sull'Enciclica.
E dici: Appunto! :-D

14 dicembre 2007

Il 20


è di Giovedì.

E la RCBUS non vede l'ora di calcare un po' di sampietrini!

12 dicembre 2007

Da vero snob

(da leggersi tutto d'un fiato) Mentre in Italia infuria la polemica… …

(adagio) già, su cosa, poi? Voglio dire, quale polemica, di grazia?
Cmq!, mentre in Italia infuria la polemica, io mi seguo questo piccolo terremoto nella politica Svizzera (io lo definisco terremoto perché non conosco la politica Svizzera, ovviamente). Magari avrete sentito di questo Blocher (ma anche no), forse avrete sentito del manifesto con le pecore bianche che cacciano la pecora nera dal suolo rossocrociato; il qual si classifica da se, ovviamente (e due), fatto stà che questo Blocher, cui si deve il successone dell'UDC (che ha la C per dire che sono di centro, ma in realtà sono decisamente de destra), è stato trombato alla rielezione come ministro federale, il che, pare, sia avvenuto nella storia Svizzera (dico storia per dire Storia, non per dire: negli ultimi 4 anni) solo 3 volte.

Ma più di tutti i retroscena, che forse arriverò a capire verso la fine del dottorato, forsee, ci sta la soddisfazione di leggersi delle cazzo di analisi politiche come cristo comanda. Senza le velleità da grande intellettuale che fanno tanto kewl, senza la lezioncina che alla fine, se te la leggi bene, manco t'ha insegnato nulla di nuovo. Eppoi vabbè, ci sono certe frasi che sono buffe a leggersi per mancanza d'abitudine; un po' quando vedi un clown. Ché, lo vedi tutti i giorni uno col naso rosso? No! Per questo ti fa ridere.

I tre esperti sono invece concordi su un punto: l'estromissione di Blocher consentirà di ricentrare la politica del governo svizzero e di ridare vigore alla politica di concordanza. "Ciò darà una nuova qualità al discorso politico nel paese", pronostica Regula Stämpfli.

E dopo questa, vado a mangiarmi un po' di quella ottima cioccolata fondente al mandarino. Peace.

Gibson non avrebbe inventato di meglio

Hollywood Math and Science Film Consulting will ensure that the technical details and jargon in your script sound believable, whether they be mathematical, scientific, or medical.
(me la ricordo una puntata di Medium in cui il marito preparava un'articolo di Geometria Algebrica sòuncazzo e, anfatti, sembrava molto realistico.)

|Approvato|

9 dicembre 2007

Coatta

La presidentessa della Federazione è una coatta. yup.

Paragone a tiepido

Secondo me, avere un programma di Luttazzi in palinsesto (di cui non ho visto nemmeno una puntata, non avendo la tivvù), è un po' come avere un acquario di Piranha in salotto. Bello quanto te pare, ma se ci metti un dito dentro e te lo staccano a morsi, non capisco perché poi te la prendi con loro.

Per il resto, se sono veri e condivisibili i due paragoni a tema familiare che si fanno qui, mi chiedo se una netta presa di posizione della rete non sarebbe stata altrettanto efficace, anziché ricorrere alla chiusura-censura. Perché sinceramente motivare la cosa dicendo che è stato un provvedimento volto alla salvaguardia del "buon gusto", mi sembra decisamente contraddittorio.

In ultimissimissimo, sentivo un'intervista ad un tipo xy che descriveva Benigni negli anni '70, che esordisce una serata, in un teatro pieno di femministe dei circoli ARCI, dicendo: "Buona sera, brutte maiale". Ovviamente un secondo dopo è col culo per terra in strada. E adesso Benigni è Benigni. Chissà che in futuro...

1 dicembre 2007

Se lo conosci lo eviti

"Con gli alleati vogliamo fare un percorso condiviso. Dobbiamo stare tutti insieme"
Ma voi una frase del genere (mia l'enfasi), ci credereste che l'ha detta il nano malefico? Da quando la CDL è in fase di supernova, si sentono frasi improbabili in bocca a degli insospettabili: tralasciando le cose che ti fanno ridere sotto i baffi, ma qualche giorno fa leggevo un'intervista a Fini in cui usava espressioni da rifondarolo tipo "partecipato" o "dal basso"! DAL BASSOO! Ma che siamo, a Porto Alegre?!

Dev'essere proprio deludente, per un elettore di destra, sentire che i propri capi si sono già fatti colonizzare nel gergo dai disprezzati sinistri!

Oppure l'unica conclusione possibile è che Veltroni non è un politico, bensì un virus...

30 novembre 2007

23 novembre 2007

Toh

Sgravata la tipa. Altri tempi da quel puzzone de Wolfowitz! Che non scatti l'effetto volano?

20 novembre 2007

Forse facciamo ancora a tempo

a fondare un'associazione dei consumatori. La prima causa potrebbe essere sulle scie chimiche. Quanto cazzo c'aveva ragione Debord quando scriveva del "Proletariato come soggetto e come rappresentazione"...
I consumatori danneggiati, se auto organizzarti in comitati, non possono invece utilizzare la class action, né scegliere un avvocato di loro fiducia che li rappresenti. In altre parole, creato un centro di potere, si crea altresì una contrattazione sul suo esercizio e si perdono i vantaggi che la legittimazione di un indefinito numero di soggetti può portare, ad esempio, per la scoperta di nuovi casi.

16 novembre 2007

L'epica critica


Per prima cosa, qui il trattato di Moorcock. Sarebbe interessante vedere cosa Moorcock avrebbe da dire--chessò--su Céline (non ho mai letto Céline, prendo un nome a caso, di uno scrittore molto controverso, politicamente e sul piano letterario), per vedere quanto le due basi critiche (pessimo modo di scrivere + ideologia conservatrice di fondo) si confondano, o si supportino a vicenda.

È vero che preferisco Tolkien a Moorcock, e sinceramente non ricordo una descrizione naturalistica degna di nota nella saga di Elric, mentre ce ne sono a bizzeffe nel Signore degli Anelli, ma questa mi sembra un'argomentazione dello stesso livello di quelle che fa Moorcock. Probabilmente quello che Moorcock cerca di dire, ma che seppelisce sotto una serie di "opinioni sue", è che in fondo in fondo sti scrittori di epic fantasy saranno pure scrittori, ma mai saranno intellettuali, cosa che lui--desumo--invece sarebbe.

Posso infine aggiungere al dibattito che in effetti il mio amico death-metallaro dell'uni, quello che si ascoltava i 7" degli Anal Cunt, una volta mi confessò di considerare Winnie the Pooh come il sostegno paterno che non aveva mai avuto, o qualche roba del genere. Insomma: siamo tutti dei rammolliti perché siamo cresciuti con Tolkien e non con Joyce?

Con preghiera di diffusione

Rigiro quanto mi arriva da Giap:
Succede che troppi ministri, sindaci e giullari divenuti capipopolo giocano agli apprendisti stregoni per avere quarti d'ora di popolarità. Non si chiedono cosa avverrà domani, quando gli odii rimasti sul terreno continueranno a fermentare, avvelenando le radici della nostra convivenza e solleticando quel microfascismo che è dentro di noi e ci fa desiderare il potere e ammirare i potenti. Un microfascismo che si esprime con parole e gesti rancorosi, mentre già echeggiano, nemmeno tanto distanti, il calpestio di scarponi militari e la voce delle armi da fuoco.
Il resto di questa petizione, puntuale, precisa, spietata come non mai, lo trovate qui.

14 novembre 2007

L'ottimismo Gianni, l'ottimismo!

Leggetevi questo articolo da Kataweb Musica ...
notate le panzane ...
notate la foto di Thom Yorke che si regge la testa come se stesse dicendo: "ma chi me l'ha fatto fare, povero me, ora sono povero" ...

(tecnica didascalica, altrimenti nota come "bocca a culo di gallina", il cui padre tutti noi ben conosciamo)

... poi continuate, e leggetevi la sequela di impropèri che si è beccato l'autore nei commenti. :-)

Cose del genere mi lasciano ottimista sul futuro dell'umanità.

8 novembre 2007

Gli pesa il rimorso, al bastardo

Non ci siamo ancora lasciati alle spalle la dittatura del sorriso. Adesso i dirigenti RAI diranno che "eseguivano solo gli ordini", e magari non si renderanno nemmeno conto che è una scusa già usata da ben altri burocrati. E staranno tutti con l'anima in pace. Che schifo.

7 novembre 2007

Forse c'è qualcosa che l'articolo non spiega

Il secondo difetto riguarda "una contraddizione delle motivazioni". Tra i testi del primo grado, oltre ai sopravvissuti, spiega Garino "c'erano anche quattro soldati semplici che avevano ammesso di aver partecipato al rastrellamento ma non di aver sparato e ucciso. Come tutti gli altri, del resto. Ora - insiste il pg - "se vale l'assunto che i tre ufficiali sono colpevoli anche se manca la prova certa della loro presenza perchè non potevano non sapere, non si capisce perchè i quattro soldati-testimoni sentiti come testi non siano stati condannati per strage. C'è una palese contraddizione nelle motivazioni che come giurista non potevo non sollevare".
Ma se tutti i teste dicono di aver partecipato al rastrellamento e di non aver sparato, e se ci sono stati 560 morti, a me viene da pensare che la grossa discrepanza sia tra le ammissioni degli imputati e la realtà, più che tra la sentenza e le motivazioni forzose. Forse mi sto perdendo qualcosa.

Il resto, qui.

5 novembre 2007

Stanno agli sgoccioli

Paradossi di un settore asfittico, l'industria discografica vuole mettere in riga i propri "proletari" e renderli più produttivi. L'ho sempre detto che quei drogati finocchi dovevano andare in catena di montaggio! "Posso suggerire l'uso dello sfollagente?" diceva Eddie Murphy, in un grande film, tanto per dare un consiglio altrettanto inutile, in una situazione differente.

Nel video che ho postato ieri, l'autore di Wikinomics liquida l'industria discografica con una nonchalance sconvolgente: "non capisco perché l'industria discografica non si sia ancora trasformata in una produttrice di servizi anziché di merci". Che è un modo gentile di dire che certi CEO e gente simile non c'hanno ancora capito un cazzo di come fare soldi con la musica. E questo Guy Hands nuovo-capo-della-emi sembra proprio confermarlo.

4 novembre 2007

Ho scoperto Barbara Spinelli

Non so che faccia abbia, quanti anni abbia, quale sia la sua storia. So che ho scoperto gli editoriali di Barbara Spinelli su La Stampa e che mi trovano parecchio d'accordo. Intanto segnalo questo qui, grazie al quale ho scoperto una nuova parola (Anodino! adesso la userò sempre e comunque); indica chiaramente un problema non da poco, quello della discriminazione dei Rom in Europa, che passa inosservato ai più.

Sempre su questo argomento, ho intenzione di cominciare sul serio un progetto che avevo messo nella lista delle cose da fare, che se rivedo mi metto a ridere, o a piangere, tanto è lo stesso, e che langue ivi da quel dì. Prossimamente su questi schermi.

Wikinomics. How Mass Collaboration Changes Everything

Altra roba forte, soprattutto nella seconda parte. Sempre in Inglese, ahimé, anzi, ahivoi. Questo tizio, tra le altre cose, da la migliore definizione del vecchio modo di fare politica che abbia mai sentito, in sole 4 parole. Questo libro finisce subito nella mia wishlist!

2 novembre 2007

See you among the stars, space dog

Quest'anno è il 50esimo anniversario dalle missioni Sputnik. Ho letto e ascoltato parecchie commemorazioni, Gagarin, gli americani in paranoia, poi il volo di John Glenn, e via dicendo.

Ma domani fanno anche 50 anni dal lancio di Laika, nello Sputnik II. Era una missione approntata in fretta per sfruttare il successo dello Sputnik ( in rete c'è un sacco da leggere), quello unmanned. Al lancio il sistema di riscaldamento si ruppe, tenendo la temperatura nella capsula a 40 gradi fissi. Ed a causa dello stress per l'accelerazione, le ci vollero tre ore di assenza di peso per ritornare ad un battito cardiaco normale (viaggiava sui 200 e passa), il triplo di quanto ci si aspettasse a terra. Poi, tra le 5 e le 7 ore dopo il lancio, morì. Di stress. La navicella compì qualche migliaio di orbite attorno alla terra, poi si disintegrò al rientro nell'atmosfera. Come previsto.

A pensarci, in questi giorni, cerco di bilanciare il realismo con l'emozionalità, nel tentativo di proporzionare la morte di un semplice cane con la grande impresa della corsa allo spazio, ma non riesco a smettere di fissare quel puntino nel grande affresco: non è semplicemente una macchiolina che scompare vedendo tutto ad una certa distanza. See you, spacedog.

23 ottobre 2007

Chi l'ha visto?

Ebbene rieccomi qui a Lugano, dopo un weekend di quelli che sarà difficile dimenticare.
--- Ma come, e Rio? --- Sento già qualcuno dire. Beh, non ci sono mai arrivato, ecco tutto. Ho scoperto che la segretaria dell'Accademia, vivadio, non mi aveva prenotato il volo. Mi aveva lasciato un pezzo di carta privo di valore nella casella postale, il mio nome sottolineato, come per dire «eccolo, tutto fatto, parti tranquillo», e invece, quella brava gente di ebookers.com le aveva mandato un'email dicendo che la prenotazione non era stata fatta. Solo che questo dettaglio l'ho scoperto a Parigi, di sabato sera, mentre giocavano la finale dei mondiali di Rugby -- vi lascio immaginare quanto potesse essere facile trovare una camera libera quella sera.

Eppure eccomi qui, ancora vivo, dopo aver passato un weekend a Parigi; non proprio come uno lo direbbe al rientro da un viaggio tutto compreso, di quelli che vedi nelle vetrine delle agenzie di viaggio. Ma almeno ho respirato un po' d'aria cittadina; ho mangiato un croissant au beurre; ho dormito prima in un postaccio fuori Parigi, poi in un altro postaccio dentro Parigi; ho ammirato quanta gente usi le biciclette Vélib'; ho girovagato, con il mio bel trolley e la sacca timbuk2, in una città invasa da frotte di sudditi della Regina (cosa avrebbe detto la pulzella d'Orlean, mon dieu!); e poi ho aspettato, fatto file, fatto sballottare qua e la da metropolitane, treni, aerei, tassì... ci mancavano il calesse ed il risciò ed avevamo fatto tombola.

Quindi sì adesso mi potete chiedere che si dice ultimamente a Parigi. Ed io vi potrò rispondere. Uau.

19 ottobre 2007

L'economist su Veltroni

For the formidable task of pulling together Italy's heterogeneous centre-left, Walter Veltroni is an excellent choice. But what his country really needs in its next prime minister is somebody bold enough to open its fusty economy to greater competition. Little in Mr Veltroni's record suggests that he is the man for that job.
qui.

Come per la riforma moratti

"(...) E il regolamento arriverà solo dopo che la legge sarà stata discussa e approvata dalle Camere".
Mi rimane oscuro perché in Italia per sapere cosa fa una legge bisogna sempre aspettare un fantomatico regolamento. È chiedere troppo sapere cosa fa una legge all'atto del voto?

La frase lì sopra è stata detta dal promotore della legge sulla riforma dell'editoria, che -- si teme -- potrebbe anche contemplate i blog. Con obbligo di iscrizione al registro di non so che cavolo (sì, capirai...). E si nun lo sa manco lui....

18 ottobre 2007

Che lo sballottaggio abbia inizio

Questa settimana è stata un massacro. Il fine settimana l'ho letteralmente passato a lavorare, all'università, al prospetto di ricerca, il documento che spiega cosa voglio fare nei prossimi due anni di dottorato. Rispettando una deadline a cui credevo solo io; così, per masochismo. Poco male, lo stesso giorno, dopo averlo consegnato al mio advisor, scopro che ad un simposio della AAAI accettano extended abstract proprio sul mio argomento di tesi.

«Che fai, ti butti o non ti butti? -- ho pensato -- Hai un prospetto appena fatto, due modifiche et voilà, eccoti un'abstract pronto».

Morale della favola, ho scoperto a mie spese che un prospetto in cui spieghi cosa *vuoi fare* nella tua ricerca, difficilmente può essere "esteso" in qualcosa che non è, cioè un abstract di un lavoro *fatto*. I miei capi hanno scelto di farmici sbattere la testa contro. 1-0 per loro insomma. Poi il walzer di email tra me e Rachid per fare la presentazione per ISDA07, un altro parto che non ti dico. Il volo fino a Rio (già, si parte), in confronto, sarà una passeggiata...

15 ottobre 2007

Democrazia 2.0

Bella la buzzword vero? Spero che mi diano un sacco di soldi quando verrà usata da tutti i migliori politologi. News dall'altro emisfero, via Shane (quello che vuole lavorare per questi qua): Senator On-Line. Un partito privo di ideologia, principi ed altre cazzate. Ogni volta che c'è da votare per qualche legge al parlamento, gli iscritti al partito/sito (o meglio, al parsito! Oggi sono proprio in forma!) voteranno la loro preferenza, a maggioranza secca. L'opzione di voto scelta dagli iscritti sarà quella che i senatori di Senator On-Line voteranno in parlamento.

Roba forte vé?

14 ottobre 2007

Per un attimo

Per un attimo ho pensato: "oggi prendo il TILO, carico la bicicletta, arrivo a Milano, mi faccio un giro e vado a votare alle primarie. Scheda bianca; o magari annullo il voto".

Ma poi quell'attimo è passato.

Però un giro a Milano, uno di questi giorni, me lo farei.

10 ottobre 2007

In Rainbows

Scaricato; pagato 3£.

Forse, almeno nell'Olimpo, le cose stanno cambiando; pure i NIN adesso sono senza contratto discografico.
Hello everyone. I've waited a LONG time to be able to make the following announcement: as of right now Nine Inch Nails is a totally free agent, free of any recording contract with any label. I have been under recording contracts for 18 years and have watched the business radically mutate from one thing to something inherently very different and it gives me great pleasure to be able to finally have a direct relationship with the audience as I see fit and appropriate.
Look for some announcements in the near future regarding 2008.
Exciting times, indeed.

8 ottobre 2007

Sì, come no

È piuttosto imbarazzante assistere alla retorica che accompagna l'ennesima notizia di un Italiano emigrato da una vita, che ottiene riconoscimenti scientifici. Di colpo viene (ri)scoperto. Così accade che la pagina di it.Wikipedia su Mario Capecchi, novello nobel per la medicina, sia stata creata (già, non aggiornata, *creata*) oggi stesso. Questo mi sembra un buon indicatore di quanto se lo cagassero fino ad oggi in Italia, sto tipo. Repubblica.it titola definendolo italo-americano, ma poche righe più tardi passa a definirlo Italiano di Verona, ma residente negli Stati Uniti (sul CV di Capecchi, c'è scritto: Citizenship: US). Il tizio c'è andato a 7 anni: mi immagino quanto lo si possa definire Italiano.

7 ottobre 2007

Tesi 25

La separazione è l'alfa e l'omega dello spettacolo. L'istituzionalizzazione della divisione sociale del lavoro, la formazione delle classi avevano innalzato una prima contemplazione sacra, l'ordine mitico in cui ogni potere si avviluppa dalla sua origine. Il sacro ha giustificato l'ordinamento cosmico e ontologico che corrispondeva agli interessi dei grandi, ha spiegato e abbellito ciò che la società non poteva fare. Ogni potere separato è stato dunque spettacolare, ma l'adesione di tutti a una tale immagine immobile non significava altro che il riconoscimento comune di un prolungamento immaginario alla povertà dell'attività sociale reale, ancora largamente risentita come una condizione unitaria. Lo spettacolo moderno esprime al contrario ciò che la società può fare, ma in questa espressione il permesso si oppone assolutamente al possibile. Lo spettacolo è la conservazione dell'incoscienza nel cambiamento pratico delle condizioni di esistenza. Esso è il proprio prodotto, ed è esso stesso che ha posto le sue regole: è insomma uno pseudo-sacro. Esso mostra ciò che è: la potenza separata sviluppantesi in se stessa, nell'aumento della produttività realizzato per mezzo del raffinamento incessante della divisione del lavoro fino all'ultima parcellizzazione dei gesti dominati allora dal movimento indipendente delle macchine; e che lavora per un mercato sempre più esteso. Ogni comunità e ogni senso critico si sono dissolti nel corso di questo movimento, nel quale le forze che hanno potuto crescere separandosi non si sono ancora ritrovate.

6 ottobre 2007

mount /dev/dna1 /mnt/cell -o rw

Craig J. Venter annuncia la creazione di una cellula con DNA artificiale.
"a very important philosophical step in the history of our species. We are going from reading our genetic code to the ability to write it. [...]"

5 ottobre 2007

Tesi 24

Lo spettacolo è il discorso ininterrotto che l'ordine presente tiene su se stesso, il suo monologo elogiativo. È l'autoritratto del potere all'epoca della gestione totalitaria delle condizioni di esistenza. L'apparenza feticista di pura oggettività nelle relazioni spettacolari nasconde il loro carattere di relazioni fra uomini e classi: una seconda natura sembra dominare il nostro ambiente con le sue leggi fatali. Ma lo spettacolo non è il prodotto necessario dello sviluppo tecnico visto come sviluppo naturale. La società dello spettacolo è al contrario la forma che sceglie il proprio contenuto tecnico. Se lo spettacolo, considerato sotto l'aspetto ristretto dei «mezzi di comunicazione di massa», che sono la sua manifestazione superficiale più opprimente, può sembrare invadere la società come una semplice strumentazione, questa in effetti non è nulla di neutro, ma la strumentazione stessa che conviene al suo automovimento totale. Se i bisogni sociali dell'epoca in cui si sviluppano delle simili tecniche non possono trovare soddisfazione che tramite la loro mediazione, se l'amministrazione di questa società e ogni contatto fra gli uomini non possono più esercitarsi che per l'intermediario di questa potenza di comunicazione istantanea, è perché questa «comunicazione» è essenzialmente unilaterale; di modo che la sua concentrazione non fa che accumulare nelle mani dell'amministrazione del sistema esistente i mezzi che le permettono di continuare questa amministrazione determinata. La scissione generalizzata dello spettacolo è inseparabile dallo Stato moderno, vale a dire dalla forma generale della scissione nella società, prodotto della divisione del lavoro sociale e organo del dominio di classe.

3 ottobre 2007

Speriamo bene

Dei grandi registi che ho aspettato da tempo, Il film di Terrence Mallick ancora non l'ho visto. Quello di Aronfski a detta di tutti è una cazza. Adesso vedo che su IMDB appare questo. Speriamo bene.
Il tutto partendo da questa bella recensione.

Tesi 14

Rieccoci. Le altri due tesi, qui.

La società che riposa sull'industria moderna non è fortuitamente o superficialmente spettacolare, è fondamentalmente spettacolista. Nello spettacolo, immagine dell'economia imperante, il fine non è niente, lo sviluppo è tutto. Lo spettacolo non vuole riuscire a nient'altro che a se stesso.

30 settembre 2007

10 years nerdcore

Nota: questo post è scritto sotto effetto della bonarietà, altrimenti detta pacioccosità o scarsezza di polemica. Del resto lo considero sempre il mio ambiente di provenienza, quello general-frikkettone, per quanto da anni ne sia cresciuto critico al riguardo; ma questo è solo un post di recensione.

L'hackmeeting, quest'anno, non me lo sono perso.

È passato un sacco di tempo da quando andai all'altro, primo e unico hackmeeting cui avessi partecipato, quello al Forte. Al tempo ero un pischello che ancora non ci capiva niente di computer. Adesso, come direbbe Von Neumann, lo stesso non ne capisco molto, ma mi ci sono parecchio abituato.

Purtroppo non ho visto molti talk, essendo arrivato Sabato pomeriggio. Alcune note sparse:
  • La gente del Rebeldia era na cifra tranquilla; anche nei posti occupati la provincia riflette la sua rilassatezza, al contrario de "la gente stanno male", come si dice nelle e delle grandi metropoli.
  • Il talk tecnico sugli autotools non mi ha fatto cambiare idea sul fatto che siano un sistema a tratti perfido per non dire infido. Con Giordano abbiamo convenuto che in realtà quelli della FSF sono degli stalinisti: un novello Stallman asseriva che sarebbe salutare che tutti si andassero a leggere la documentazione di come si scrivono le macro m4 di aclocal "perché va bene contribuire ma sarebbe meglio se la gente sapesse come si contribuisce".
  • In generale l'atmosfera durante i talk era molto amichevole e easy, ad un livello che nemmeno nell'ambito accademico in cui mi trovo (che lo è molto già di suo) arriva. Very good :-)
  • Sentire parlare Emmanuel Goldstein è stato divertentissimo. Un grande oratore, ha narrato come è iniziato il fenomeno dell'hacking in America, con 2600 e altre storie. Oltretutto ho scoperto che la storia di Kevin Mitnick, per come la sapevo io, altro non è che la drammatizzazione cinematografica fatta dalla Miramax. Bleah!
  • Il talk "hack the science" è stato strano. Il ragazzo e la ragazza se l'erano preparato anche bene, ma alla fine hanno fatto passare un messaggio un po' da chi la scienza la guarda con diffidenza, e che sia solo un'altra arma della lotta politica; un'arma da studiare. Io ci sto al 100% che il metodo scientifico è legato a doppio filo col potere economico e con quello politico, ma francamente, in un ambiente del genere mi aspettavo un atteggiamento più smaliziato! In sala c'erano parecchie facce note, molte del vecchio edificio di Fisica per esempio, e infatti a fine talk si è scatenata una piccola insurrezione da parte di quelli che, come me e Giordano, avevano notato questo stesso messaggio di fondo. Ma l'atmosfera molto rilassata non ha catalizzato la rissa verbale, cosa non da poco. Avrei voluto fare due chiacchiere con i due speaker, ma alla fine non è capitato. Peccato.
  • Ho incontrato alcune persone di Informatica di Roma, tra cui un tipo che si sta laureando con Stefano Nolfi. Mi ha fatto sapere che in quel di Roma c'è molto fermento sui sistemi complessi; cosa che mi ha fatto molto piacere.
  • La nottata è stata tragica: c'era un tipo che russava manco fosse un tornio della Breda. Il Rebeldia è piccolino, e tutti i corridoi erano già occupati dagli hackeri con i loro sacchi a pelo. Io e il mio compare ci siamo buttati nel bar dove avevano fatto il seminario sulla scienza ... ignari a cosa andavamo incontro.
  • In compenso, prima del supplizio, ci siamo fatti un giro di Pisa by night.. ovviamente fino a Piazza dei Miracoli. Cacchio che fica.
  • Niente laptop appresso. Lo ammetto: ero paranoico, tutte le cose del lavoro e via dicendo. Ma non è come a DEFCON, dove se giochi a fare l'hacker e poi ti connetti ad un server e mandi la password in chiaro, ti sputtanano in tempo reale davanti a tutti. L'anno prossimo me lo porto, dai.
  • Ma lo sapevate che USA Patriot Act è in realtà U.S.A. P.A.T.R.I.O.T. Act?? Che scarsi :-) :-/

24 settembre 2007

Nel frattempo, a Palazzo Madama ...

Credo sia di particolare importanza firmare questo:
La tutela dei dati personali è una questione di democrazia

20 settembre 2007


E' in corso al Senato un nuovo tentativo di svuotare la legge sulla protezione dei dati personali, a danno dei cittadini e dei lavoratori e a favore delle imprese. La Commissione Industria sta esaminando gli emendamenti alla cosiddetta "lenzuolata Bersani". In seguito alle pressioni di forti organizzazioni imprenditoriali, alcuni parlamentari di entraambe gli schieramenti hanno proposto che tutte le imprese siano esonerate dal predisporre le misure minime di sicurezza a tutela dei dati personali.

Il resto, qui

23 settembre 2007

20 settembre 2007

E ancora Grillo


Su La Stampa, Arrigo Levi scrive una tra le poche cose sensate che mi sia capitato di leggere su Grillo in questi ultimi giorni. (La Stampa c'è andata sotto, co sta storia di Beppe Grillo). A leggerlo, non sembra se ne esca con chissà quale grande intuizione; ma forse proprio per questo lo trovo così puntuale.

Leggendolo, non ho potuto fare a meno dal rimanere affascinato dalla figura di Arkady Raikin (il Chaplin sovietico!) ‘a cui molto era consentito perché era stato un eroe della resistenza a Leningrado, con tanto di Premio Lenin’. Mi piace vedere qualcosa che va completamente al di là, se non contro, l'immaginario delle cose; mi ricorda che il mondo è un aggeggio complesso e non prono alla banalizzazione.

E da lì, con un altro salto, sono arrivato a scoprire l'esistenza di un qualcosa simile al concetto di meta-norma, che il codice penale stalinista contemplava, per punire coloro i quali non denunciassero i ‘controrivoluzionari’. Sto orientando la mia ricerca verso concetti come questo, presi a prestito dall'Economia e dalle Relazioni Internazionali, ed è buffo e bello inciampare sopra queste cose partendo da argomenti assolutamente distanti come la politica italiana. Buffo e bello come il Chaplin russo.

12 settembre 2007

Sacciezza

L'ho sempre detto, che nelle città in cui la bicicletta è diffusa come mezzo di trasporto, le ragazze hanno dei culi migliori.

[via Commute By Bike]

Succede, succede

Oggi andando all'università ecco cosa ti trovo per strada:


La cosa ha scatenato reazioni varie. Il governo federale ribadisce che la libertà di espressione è sovrana, ho appena sentito alla radio. Ovvio, dopotutto tocca far notare a quelli dell'UDC quanto siano dementi.

11 settembre 2007

Ancora V-day

Daniele Luttazzi dice quello che avrei voluto dire e non ho saputo dire, preso com'ero ieri da 4 ore di Repubblica e Corriere, letti e riletti sull'Eurostar.

Tra l'altro, 101esimo post aviotrasportato. Significa che quello prima era..

10 settembre 2007

Il prossimo V-day sarà per loro.

Beppe Grillo chiosa così, riferendosi ai giornali - la carta stampate, si diceva un tempo - e al fatto che l'avessero snobbato bellamente durante i giorni precedenti al V-day. Adesso 10 Settembre, i giornali non trovano di meglio che agitare spettri d'antipolitica. Hanno scoperto che i commenti del blog di Beppe Grillo mettono paura. Hanno nuovamente sbagliato usando il vecchio trucchetto del criminale terrorista: visto che s'è detto il nome di Marco Biagi, giù ad accusare d'aver infangata la memoria del morto. Grillo, manco a dirlo, s'è fatto quattro risate e se l'è mangiati tutti, e pure ricagati; qui per la precisione.

Che grave errore. Non c'hanno capito una mazza, direi. Il V-day loro lo analizzano come un grande momento di ribalta di Grillo sulla scena politica italiana. La repubblica intervista Baudo che teme che Beppe Grillo sia sull'orlo dello sputtanamento, come se fosse un successo improvviso, viene da pensare. Non si rendono conto che da anni, anni cazzo, Grillo scrive di qualsiasi cosa, spesso di cose che loro, i media, non hanno saputo/voluto/potuto trattare.

Non è di Grillo che ho paura, sinceramente, ma della gente, che ha tanta voglia -repressa- di fare qualcosa, ed una impressionante tendenza a deificare il proprio punto di riferimento.

Tra l'altro

Su last.fm Luciano è stato ascoltato il 214% in più nell'ultima settimana.

9 settembre 2007

Però scrive bene

Quest'uomo sfida la retorica fresca di funerale del ciccione. No, Non Ferrara; avanti, si sà di chi stiamo parlando.

Dall'altra mi faceva notare Sparky che una sera accende la TV e vede P fare il Rigoletto, "Ridi Pajaccio". "C'era un uomo grasso vestito da clown. Eppure era commovente" (parafrasi mia). Merito dell'opera? Di P? In ogni caso non capisco quelli che si buttano e dicono che l'opera è un carrozzone e bla bla blah.

Notavo che più ascolto i telegiornali, più divento Nazional-popolare. Ero indignato, mentre vedevo Paolo Isotta al TG1 sparlare male di P. E fortuna che c'era Zeffirelli (avevo scritto: "Zeffirella". Typo o realtà?) che incanalava la mia indignazione. Adesso, io non ho i mezzi per dire se P fosse veramento un analfabeta musicale o no. Ma posso dirmi ancora indignato del papillon del nostro critico Isotta al tiggì.

Sono passati più o meno 50 giorni, delle ferie abissali. Domani sera di nuovo a Lugano; e non mi dispiace.

3 settembre 2007

Quei temerari sulle biciclette volanti

Su CICLOTURISMO e altre storie, il resoconto della Paris-Brest-Paris, una randonnee, una delle gare ciclistiche più estreme che esista, una competizione d'altri tempi insomma.

La sintesi del ciclismo è tutta in queste parole secondo me:
Cominciano assurdi ruminamenti mentali, inclusa la voglia di ritirarmi. E’ come un diavolo tentatore che continua a sussurrarmi: chi te lo fa fare? Tanto non vinci niente, perchè continuare questa atroce sofferenza? Prendi la cartina dalle sacche, guarda dove puoi acchiappare il primo treno per Parigi e interrompi questa assurda tortura! Ma questa volta le tentazioni non vincono. Ho comprato la maglia ricordo, e sono assolutamente determinata ad esibirla con orgoglio, una volta rientrata in Italia…
Una volta che hai provato qualcosa del genere, hai assaggiato cos'è il ciclismo.

26 agosto 2007

La rivincita dei nerd

All'inizio non avevo capito la faccenda dei fotomontaggi, poi mi sono messo a cercarne le origini, ho capito il motivo e anche la comicità (ci mette un po' a caricarsi). Adesso posso dire di aver rifatto un po' pace con il principio di libertà d'espressione, che al tempo delle vignette satiriche su Mohamed non riuscivo a farmi tornare. Chi non capisce l'intento castigatorio di quelli del forum di NGI non arriva al punto, scambia la luna con il dito che la indica, si appella alla dignità dei parenti della ragazza assassinata senza capire che la derisione non è indirizzata nei loro confronti.

Ai tempi delle vignette satiriche sul profeta, non capivo come mai il principio della libertà d'espressione potesse -anzi, dovesse- essere tanto superiore da inibire il buon gusto da parte dei vignettisti. Adesso c'è un cattivo gusto che con ogni probabilità farà male alle persone coinvolte nella vicenda, e tuttavia non riesco a vedere perché il dovere al rispetto sia da anteporre alla libertà di espressione, libertà di poter castigare queste due tipe ed il loro -triste- tentativo di accaparrarsi i loro 15' di celebrità.

Questo forse insegna che i principi si applicano usando in primis il buon senso, e non ciecamente, alla Calderoli. Insegna anche che dovrei rimettermi a leggere "La società della spettacolo", visto che me la sgaggio tanto ma poi non passo ai fatti, ma 33 °C alle 9 di sera sono più che una giustificazione!

19 agosto 2007

L'infiltrato

Questa notte ho sognato di essere un agente in borghese. C'era una manifestazione di quelle grosse, piene di cellerini, assetto antisommossa, lacrimogeni e tutto l'arsenale al completo. Nel mezzo della zona rossa, un gruppo di frikkettoni ben inquadrati, ciascuno con lo scudo pavese d'ordinanza, quello dei cellerini, quello trasparente. Un po' di tensione nell'aria, si sarebbe cominciata la missione di lì a poco. E io, che facevo parte di questa squadra di agenti, in mezzo a loro; dovevamo infiltrarci tra i manifestanti, per sabotare il tutto (tutto cosa poi?). Parlando con i colleghi, eravamo infastiditi dal modo di vestire con cui saremmo andati in giro, i capelli sporchi, le acconciature delle ragazze rovinate in degli orribili dreadlock.

A missione iniziata, qualche "scena" dopo, io mi ritrovavo a provarci con una ragazza in una libreria di S. Lorenzo, quelle che ti vendono i quaderni dal carcere di Gramsci, in edizione anni '70. Luoghi di aggregazione, in gergo. Ma ero in paranoia, perché non sapevo se lei era una collega, o se lei sapesse che io fossi un collega; o se io sapessi che lei sapesse che io...

La mattina, stamane, mi sono svegliato male. Avevo mangiato troppo gelato la notte tardi; e mentro lo mangiavo, davano "Film Blu", di Kieslowski.

13 agosto 2007

Cose da fare

Martignano. Mi mancava, da tanto. Una serie di tanti, piccoli, "Bentornato!".

30 luglio 2007

Prepariamoci ad abbandonare i monti

Annibale, grande generale nero. C'è quello che credo sia l'inizio di una serie di letture su Cartagine, il Mediterraneo e tutto il resto, su Repubblica.it.

Oggi a Lugano tira vento da Nord, dal Gottardo forse. Prenderò la bici e mi farò quei famosi 20 km fino a Mendrisio, che da tempo volevo provare a fare e rimandavo, per mancanza d'allenamento --altrimenti detta pigrizia-- poi, domani, di filato giù, nella Capitale, e poi in Trinacria.

Dove bramiscono i cervi

Oggi dovrei fare un sacco di cose. Ovviamente non ho voglia di farne alcuna. Sono reduce da un mitico cicloviaggio con Muttley e Renato, 300 e più kilometrini tra la valle dell'Inn, i laghi bavaresi e la stupenda Salisburgo. Ho abbandonato il "giro" a metà, dovendo tornare a Lugano per preparare il bagaglio per la Sicilia. I miei due gregari adesso sono da qualche parte nella regione dei laghi del Salisburghese. Probabilmente alle prese con qualche altro Zoncolan. Adesso che ho i muscoletti belli in forma, mi aspettano 9 gg di macchina in Sicilia a fare --probabilmente-- una gastrovacanza. Ouch!

Dopo quella, ci si vede a Roma. Yup!

18 luglio 2007

Lo spot della 500 è una cagata pazzesca

Se so evoluti dagli spot in cui preferivano non far vedere le loro auto perché troppo scarse. Infatti adesso hanno fatto n'accozzaglia conservatrice che secondo loro dovrebbe prendere ispirazione dalla Apple. Già scopiazzare è triste. Vantarsi di farlo è ancora più triste. Farlo pure male è il massimo del vomitevole.

Però, letteralmente, non tutto il male viene per nuocere.

17 luglio 2007

Tutto ciò che appare

Volendo applicare la tesi 12 del libro di Debord (che miseramente sto lasciando da parte, questi giorni), non c'è da esultare particolarmente nell'atto di Repubblica.it di pubblicare questa lettera di sfogo, a seguito di una cover story del FT sul maschilismo all'Italiana. Dopotutto loro ogni giorno hanno in media due tre gnoccolone che fanno notizia, o non la fanno, poco importa, quindi...

La cover story del FT elenca molte cose che possono essere cause della condizione di disparità femminile in Italia, così come possono esserle di altre cose:

In the US you can buy milk and bread at any time, and in dozens of places. But Italians trying to shop on Monday mornings, or Thursday afternoons, or Sundays, or evenings, or lunch times, or early mornings, can be disappointed. Most banks are closed at lunch times and Saturdays. A supermarket will advertise on lampposts when it is going to be open on a Sunday, and then shut the Sunday after. And pity the parent – me, in this instance – pounding the streets at 7pm on a Sunday trying to find milk for his baby before bedtime. One pharmacy was open, but didn’t sell milk. There are no convenience stores. In the end I bought some long-life milk in a store where the staff were not speaking Italian.

In altri casi vede bagliori di luce in episodi che secondo me non sono altro che una riconferma dello status quo, solo un po' più impepati:
But for Preti, the student in London, Veronica Berlusconi’s indignant letter signified a stirring of change. “I believe that her bravery could be used as a springboard for Italian women… It is an example of a woman who does not want to accept her inferior status.”
Ed infine riscopre 2 delle famose 3 P dell'informazione, quelle di Dantiana memoria:
Barrera jokes: “If you have no idea [for a campaign], you can use a pair of tits, a baby or a puppy.” If that approach did not work with the public, there would be complaints. But there are none, the advertising executives say.
Insomma, che siano cause o effetti, non ne manca nessuna. Nulla di nuovo per capire il problema, o per tentare di risolverlo. Anche la lettera della lettrice di Repubblica, non è che aggiunga molto all'argomento. L'idea è: non sono le donne che hanno perso coscienza, sono gli uomini che ragionano con il cazzo. Da cui fondamentalmente ne deriva che il modello di Velina non è criticabile, come modello di vita, purché fatto con auto consapevolezza. Ci sta almeno una contraddizione tipo l'uovo e la gallina, in un ragionamento del genere:
Allora io mi chiedo, cosa dovremmo fare noi mamme italiane con questi ragazzini maschi? perché il problema sono fondamentalmente loro; annegarli da piccoli? buttarli giù dalla rupe tarpea della selezione intellettuale? fargli sistemare la cameretta già a 8 anni così da capire che la parola "maschio" andrebbe sostituita con quella di "persona"?
Dire che il problema dell'educazione del maschio/bambino sia proprio nel maschio/bambino stesso, mi pare una gran cazzata, bello scarica barile, sister. È vero, prendo alla lettera la metafora dei maschi/bambini e delle femmine/mamme e questo è un po' paraculo da parte mia, ma non è questo il senso dell'articolo? Il povero genere femminile che si è dovuto adeguare all'ottusità della società maschio-centrica. Continuo a sentire donne professioniste, dalla carriera difficile per l'unica colpa di essere tali, che ti dicono che non c'è nulla di male nel modello velina --purché fatto in maniera consapevole-- ma non ho mai sentito la Canalis fare lo stesso discorso. Sarà un caso? O devo leggere di più Anna o Donna Moderna? mhhh

Questo modo di ragionare è fatalista, e mi ha rotto il fatalismo. Quello che ti dice che l'Italia è già così una merda che: «e che ci vuoi fare?». La seconda frase solitamente è: «non ne vale la pena» (qualunque cosa si stesse riferendo), oppure «fatica sprecata». È questa la tendenza ad accontentarsi a spalare merda su qualcosa, e al tempo stesso a non muovere un dito; e mi ha stancato.

16 luglio 2007

Ma a dotazione come stai messo?

Prima erano mongoloidi, poi handicappati, poi diversamente dotati. Adesso arriva sto tipo e esce fuori che l'accezione di quel
‘diversamente’ andrebbe un po' rivista.. La terminologia era già ottusa di per se, sempre a rischio di divenire offensiva... adesso sembra esserlo la realtà. Mi stupisce --insospettisce allo stesso tempo-- Casini che se ne esce con la petizione per mandarlo alle Olimpiadi. What if la CEI dicesse che è contro la legge naturale? La stessa che doveva incatenare Welby al macchinario ma che doveva impedire l'uso delle staminali..
Sembra come i politici cattolici non sia affatto disdegnosi d'usare la tecnologia (anche se l'idea del criptofonino pare piacere a tutti), ma non appena arriva la vocina da oltre Tevere... zac! Si cambia rotta. Adesso la domanda è: premesso che può anche essere legittimo, in politica, prendere ordini dall'alto, non è controproducente a livello --azzardo-- prettamente ideologico?

Insomma, ruolo del politico cattolico è giustificare le azioni che prende dietro ordine clericale. Non che ci riesca molto, considerato che sempre di Casini & co. stiamo parlando, ma tutto sommato la pagnotta riesce a portarla a casa. Ma che succede quando la gente si fa le domande, di fronte alle contraddizioni? Ovvio l'esempio di Pistorius è volutamente, mediamente, fuori luogo. Ma l'inconsistenza tra il caso Welby ed il referendum sulle staminali?

Può la chiesa moderna arrivare a fare una dottrina sulla tecnologia che sia coerente? Oppure le conviene sempre essere miope e navigare a vista: questo no, questo sì, questo no, anzi aspetta, questo sì... e via dicendo.

Sono più per la seconda, ma ovviamente io sono di parte. Cmq fiche quelle protesi.

9 luglio 2007

Tira na brutta Aria

Pollari: "C'è un'atmosfera da regime".
Ammazza, se n'è accorto.

Aggiungo io: il buco s'è aperto ed ora esce tutta la merda. Bisognava proprio aspettare 6 anni?

1 luglio 2007

Senza parole...?!

Leggo di questo.
Potrei dirmi senza parole, perché magari l'argomento sembra più un cadavere dei tempi passati, i cui riferimenti sono nomi scritti sui muri delle strade; e perché la cosa più conveniente da dire in un momento del genere, vista la propria appartenenza, è un silenzio di circostanza degno del funerale di un conoscente, non troppo distante da non potervi non partecipare, non troppo vicino dal dovervi prender parte emotivamente.

Io, tuttavia, devo alla mia bicicletta il fatto di non essermi preso una coltellata in pancia, una domenica pomeriggio d'Estate, e devo l'aver subito un'aggressione in pieno giorno al semplice fatto d'essermi trovato davanti--assieme al Puro--ad una scritta fresca di vernice che infangava i muri del mio quartiere, territorio nero nello scacchiere insensato delle lotte politiche tra comunisti e fascisti nella mia città di Roma.

Io mi chiedo concretamente cosa serva per far svegliare la gente di fronte a questo problema. Vale il principio Italianissimo--Romanissimo, in particolare-- del farsi i cazzi propri e del "a chi tocca nun se' ngrugna". Pensavo che fosse morto qualcuno, magari veramente qualcosa si sarebbe smosso, nell'opinione pubblica; e poi ho ripensato al ragazzo morto l'estate scorsa a Focene. E a noi qui, sempre daccapo.

Vorrei analizzare lucidamente la situazione. Scrivere i miei own two cents sull'argomento, forte magari dell'obiettività data dalla distanza. Mi piacerebbe essere d'aiuto in questo modo.

25 giugno 2007

Chimay, Bacardi Jamaican rhum, White Lady, Beck's beer, tequila bum bum

Finalmente sono arrivati i numeri di Seed Magazine. La rivista è bella, ben fatta, di quelle cose che in Italia manco te le sogni, o almeno credo, dato che non compravo riviste scientifiche, prima d'adesso.
L'idea è di coniugare Scienza e Cultura. Sissignore, Scienza e Cultura, e non come al solito, mettendo il tutto in mano a qualche 'gnorantone come quelli di Repubblica.

È na cifra da science geek, come rivista, ma mi piace (ecco, appunto). Unico particolare preoccupante: ma come mai su manco 100 pagine ce stanno ben 5-6 pubblicità de alcoolici? Ma allora è proprio vero il luogo comune degli scienziati alcoolizzati? Il mio saggio compagno d'ufficio, quando gliel'ho fatto notare, ha ribattuto chiedendomi cosa si faccia solitamente la sera, noialtri PhD...

24 giugno 2007

Apri Repubblica.it

E ti trovi notizie del genere. A quando la nomina dell'esimio Dr. Balanzone? Annamo bene....

Flashamo

A poco a poco, nel corso di questa settimana, la stagione delle piogge è terminata. È tornato il sole, si sono rimoltiplicate le cose da fare, c'è stato Vinicio Capossela e prima di lui l'incontro con i WuMinghi, poi l'Orchestra di Piazza Vittorio. Poi, ieri, l'imbarazzo della scelta: alla fine è stata una serata dagli alti contrasti, da una parte il festival di musica etnica a Chiasso, con il mitico Tonino Carotone, ed i Baba Zula che, tra le altre cose, hanno una canzone su Alessandro Magno e Diogene! Questo durante la prima parte della serata; agli antipodi la continuazione al Lido, posto fighetto per eccellenza. È stata una serata di sorprese flashanti e piacevoli incontri, disdette causa stanchezza e altro ancora.

Insomma, in una parola è ripresa la vita.

p.s. Ho iniziato a postare sul blog alcune tesi tratte da “La Società dello Spettacolo”. È una lettura tosta, che procede a rilento, e credo che questa cosa mi aiuti a fissare alcuni dei punti più importanti in testa. Vedremo.

17 giugno 2007

Times are a'changing


Prove incontrovertibili di Global Warming (*)

A woman leaves her car in east Belfast during severe flooding. Northern Ireland was hit by torrential rains after days of Mediterranean style weather.

(BBC, qui e cliccate sul numero 10)

* che in qualità d'effetto, è l'unica cosa certa d'esistere: cionondimeno, notizie del genere shokkano sempre. Chissà com'era Dublino sotto il sole.

Tesi 12

Lo spettacolo si presenta come un'enorme positività indiscutibile ed inaccessibile. Esso non dice niente più di questo, che «ciò che appare è buono, ciò che è buono appare». L'attitudine che esso esige per principio è questa accettazione passiva, che di fatto ha già ottenuto col suo modo di apparire senza repliche, con il suo monopolio dell'apparenza.

16 giugno 2007

Tesi 1

Tutta la vita delle società nelle quali predominano le condizioni moderne di produzione si presenta come un'immensa accumulazione di spettacoli. Tutto ciò che era direttamente vissuto si è allontanato in una rappresentazione.

15 giugno 2007

Né USA né Islam, né Ruini!

A Repubblica adesso anche le scritte nazista sui muri fanno notizia. E “alimentano la polemica”.
Mi chiedo allora che razza di polemica avrebbe potuto alimentare la scritta che avevo sotto casa l'anno scorso; e firmata con una bella croce celtica.

Ci provo ora: “L'estrema destra denuncia la mancanza di alternative. Scritte apparse nella notte alimentano la polemica. Il Card. Ruini: «Gli slogan privi di logica sono contro la natura divina della creazione.»”

Proprio una macedonia

Leggere cose del genere lascia proprio di merda. Questo genere di risposte sembra più appropriato per la deposizione di qualche omertoso testimone ad un delitto di mafia.. eppoi di questi famosi 300 poliziotti di tutti i tipi che entrarono, stranamente si conoscono solo i capi di quelli che non fecero nulla di più che dare qualche manganellata - con gentilezza spero.

Propongo una spiegazione migliore per i pestaggi: "sono caduto dalle scale"

14 giugno 2007

Ci siamo

Se l'ha fatto Parigi, lo farà anche Roma (vedi: Notte Bianca). Daje Uolter!

(Altra buona notizia: Ecoincentivi per rottamare i vecchi ciclomotori.. e per l'acquisto di biciclette!)

10 giugno 2007

Annate a lavorà (R: sì, ma in bici!)

Mi ha fatto piacere parlare con Arianna della ciemmona. Piacere perché è bello constatare posizioni simili nelle persone che conosco, riguardo al tema critical mass. Io posso definirmi senza tema di smentita, nella mia cerchia d'amici, come lo sfegatato biciclettaro che ha iniziato a scassare a tutti il cazzo co sta storia della critical mass. E lo dico sapendo che, alle persone cui ho suggerito di farsi una pedalata l'ultimo del mese, e che poi l'hanno fatto effettivamente, il primo impatto con la CM ha fatto a tutte lo stesso effetto.

La prima volta che ti ci trovi dentro è affascinante per chiunque. È semplice: prima o poi a tutti è venuta in mente la grande idea di usare la bici in città. Pochi l'hanno messa in pratica, ed i motivi per tale rinuncia sono i soliti: macchine, macchine, macchine e ancora macchine (e motorini motorini motorini, nel caso di Roma). Quando invece pedali protetto dal pancione della CM, vai a passo lento, chiacchieri con qualche improbabile compagno di viaggio, respiri aria un po' meno puzzolente e soprattutto non temi la morte su quattroruote.

Poi dopo il primo invaghimento -- chiamiamolo così -- vedi anche che c'è un lato fondamentalmente sbagliato in tutto ciò. Puoi accorgertene subito, la prima volta, o ti ci possono volere molti mesi e molte CM per arrivare alla conclusione: la CM si basa su un soppruso semiorganizzato. Blocchi il traffico, e la vita delle gente che in esso si trova. Adesso, si può discutere del diritto del dimostrare, anche del suo dovere, soprattutto se pensi che ci siano questioni urgenti su cui la massa di auto-dipendenti non aprirà mai gli occhi da sola, e sì, si può anche citare Mao,
La rivoluzione non è un pranzo di gala, non è una festa letteraria, non è un disegno o un ricamo, non si può fare con tanta eleganza, con tanta serenità e delicatezza, con tanta grazia e cortesia, la rivoluzione è un atto di violenza.
Io, nonostante questa verità rivoluzionaria, mi ero profondamente disamorato dalla CM l'anno scorso, difronte alle stesse scene di cui Arianna mi rendeva conto: ciclisti scalmanati, che stranamente non li vedi mai durante le CM sfigate, quelle invernali per esempio, dare in escandescenza, prevaricare, insultare senza motivo, all'indirizzo di gente bloccata nel traffico, che magari non ha nemmeno ben capito che è sta massa di ciclisti. A me sembra una gran vaccata andare da un poraccio/a guidatore/trice qualsiasi a urlargli in faccia "Assassino", "mi stai avvelenando". A cosa serve insultare di punto in bianco una persona solo perché si trova in automobile? È insensato: l'obiettivo della CM è sensibilizzare, dimostrare che esistono mezzi di trasporto migliori, esibendo un esempio pratico, in carne, ossa e alluminio. Dunque, non è fondamentalmente IDIOTA agire così?

La CM non è una manifestazione. Non è indetta per uno scopo fattuale, da un preciso gruppo di persone (oh beh... poi in pratica capita che ci siano sempre gli stessi ciemmisti ardcore). Per cui non puoi andarti a lamentare di quello che non ti è piaciuto. Questo forse è il punto meno battuto di tutte le chiacchierate fatte al suo riguardo: lo scopo della CM è massificare gli individui, ed al tempo stesso di responsabilizzarli. Il fare massa della CM è il suo aspetto più bello, e allo stesso tempo il più debole. Il responsabilizzare ciascun suo partecipante è qualcosa che ancora non ho visto messo in pratica a dovere. Forse è problema dell'area Romana, chissà. Forse, in futuro, varrà la pena tenere d'occhio qualche massa Svizzera, e vedere se è solo una questione di antropologia.

Il prossimo weekend che altro?

Spettacolare concerto di Vinicio, ieri sera. Una serata con il vino, i balli scalmanati e la spazzatura per strada, i cocci di bottiglia ovunque: un vero concerto insomma.

9 giugno 2007

Witricity?!

nel 1890, più di un secolo fa, un fisico e ingegnere elettrico di Long island, Nikola Testa, propose di trasferire la corrente via etere
UN fisico e ingegnere elettrico! UN! Oddio....

Oltretutto molti notano le manie di grandezza del MIT. Ergo per Repubblica trattasi di una grande scoperta rivoluzionaria.. ma mi faccia il piacere!

Quattro chiacchiere con...

Come migliaia di persone in tutta Italia, sono entrato nella cerchia di quelli che han fatto quattro chiacchiere col Wu Ming (Wu Ming 1 e Wu Ming n, dove n è incognita visto che non mi ricordo che numero fosse); luogo dell'incontro, ieri, il centro sociale di Lugano. Come disse capola, alcune cose, nell'incontrare degli autori che ammiri, ti risultano stranianti (tipo le famose basette di WM1), altre invece hanno un che di piacevole, come il parlare con loro come se si fosse vecchi amici che becchi tutti i giorni al bar. Nel mio personalissimo caso mi ha stranito notare come WMn mi desse ragione su tutte le mie interpretazioni riguardo a Manituana:

JD: «Sai una cosa, il Conte di Warwick è il mio personaggio preferito del libro,
lui e l'imperatore del Mohock club»;

WMn: «Anche il mio».
JD: «Sai una cosa, il quartetto di liberisti mi aveva fatto pensare, quando lo
lessi, a quelli di tocqueville e i vari blog liberali che se la cantano e se la suonano».

WMn: «Sono esattamente loro».
...
Ho preferito non controllare se il non-esiste-due-senza-tre fosse valido. Preferisco autoimpormi, come spiegazione, il fatto che in realtà io sia un lettore molto più attento di quanto pensassi.

Eppoi esulando dal libro, una chiacchierata "sul movimento", che nel tempo si è sfasciato, che all'inizio, tra le tute bianche, ci stavano anche insospettabili DS e altro ancora, che se una cosa te la chiede il subcomandante Marcos te col cavolo che gli dici di no...

Ciò mi ha fatto pensare che ammiro molto il collettivo WM per la loro capacità di aver inventato qualcosa che definirei "ingegneria letteraria", e di portarla avanti con cose come la scrittura collettiva, la fruizione comunitaria dell'opera e via dicendo. E che queste idee sono talmente innovative che difficilmente - penso - dipendano dalle loro posizioni politiche. È vero, ne sono funzionali, ma io mi immagino - nella mia solita fissazione d'andare oltre le divisioni - che potrebbero benissimo essere usate da chiunque, in un contesto assolutamente diverso, chessò, autori disimpegnati, intellettuali di destra (quest'ultimo è un esempio meramente teorico: sappiamo tutti che non ve ne sono in giro; nondimeno, se ne esistessero...).

Avrei voluto chiedere loro se non avessero mai notato che il sito di Manituana sembra tanto un sourceforge o un bug tracker, e se l'ispirazione dall'open source fosse solo a livello di licenza o anche a livello di tecniche di produzione letteraria. Ma poi non mi ha retto di buttarmi in una discussione tanto astrusa, quando becchi un vecchio amico che non vedevi da tanto! :-)

8 giugno 2007

Dategli le Brioches*

Rimango sconvolto. Che poi, vicino a Palazzo Madama, ci sono Giolitti e S. Crispino (che immagino diventerà presto fornitore del senato, a questo punto)... a che pro quindi? Puro scollamento dalla realtà, marciata da parte di Repubblica.it o che altro?

* che poi Wikipedia dice che si trattava di una diceria che girava dai tempi di Maria De' Medici

7 giugno 2007

Una mattina rilassata

In Ticino si festeggiano tutte le feste cattoliche, cui in Italia abbiamo rinunciato non ricordo nemmeno quando; Pentecoste, S. Giuseppe, Corpus Christi - oggi - e via dicendo. Per l'occasione, ne ho approfittato per dormire tutta la mattina e ingollare dei fantastici dolcetti al cioccolato; sono alcuni giorni che il tempo è una schifezza: adesso, guardando fuori dalla finestra, giganteschi nimbostrati (Wikipedia spacca) nascondono il monte Bar, il Denti della Vecchia, e tutte le altre montagne attorno a Lugano. Guardando la TF1 su zattoo, la Francia è tutta puntellata da simboli di nuvolette.

È un perfetto mezzogiorno per stare davanti alla TV e fare zapping e non pensare a nulla e non fare nulla. Prima stavo vedendo "Loosewomen" su ITV1, dove due ragazze parlavano con due donne di mezza età di occasioni perdute per andare a letto con uomini carini. Prima ancora di quello un po' di Tg2, e ancora prima quel vecchio telefilm con Bruce Willis su RAI3...

Sul computer, la TV è strana. Passi dai canali Tedeschi, a quelli Francesi, poi quelli Italiani... e ti rendi conto che non cambia molto, a parte la lingua. Eppoi il linguaggio televisivo è qualcosa per cui avevo perso l'abitudine. Così dogmatico, manieristico. Certo, avendo iniziato a leggere "La società dello spettacolo", la mente è decisamente più recettiva per certi fenomeni, tuttavia devo dire che c'è qualcosa di fondamentalmente differente, di straniante, nel fruire della TV davanti al computer: di sfuggita, questo finesettimana, avevo visto un po' di televisione a casa dei miei, sbracato sulle familiari poltrone, scolpite dalle chiappe paterne in anni e anni di tele-visione, e tutto questo senso di diffidenza nei confronti del mezzo non l'avevo notato. Adesso forse, avulso dal suo normale nido, dal suo guscio familiare e solitamente collocato sul sofà, il contenuto di immagini e di spettacoli sembra come denudato di una patina calmante e familiare, e appare per quello che è..

.. ma però ARTE è na ficata!

4 giugno 2007

Bentornato, mi disse

La foto non è mia.. ma i colori, quelli posso assicurare che sono abbastanza fedeli.

Credo di aver capito a fondo il concetto di ottmizzazione: treno venerdì pomeriggio, arrivo in città alle 10 pm, diritti al palazzo dei congressi, alba, nanna, sveglia a mezzogiorno, pranzo dai miei, incontrare Sparkybus e Arianna, giro per Roma, cena al Paella 2 (scarso) poi di nuovo al palazzo dei congressi, alba, nanna, colazione all'una, giro al Roma EST a comprare scarpe italiane per Pilchin, prendersi un tiramisù da Pompi col Nether, giro per Roma, cena dai miei, Stazione termini, cuccette, cappuccio e briosche dietro alla stazione centrale a Milano, treno per Lugano. Lugano. Non sono stato abbastanza hardcore da riuscire ad andare filato al lavoro, come ha fatto Cyrus. Me la sono presa comoda per un'ora e mezza, pranzando a casa, prima di riandare in ufficio a leggere email, stampare cose: cazzate del genere, insomma.

Ecco, esausto è la parola giusta credo.

(Alvan Noto, Nathan Fake, Giardini di Mirò: spettacolo. Mike Patton & Fennesz mi hanno lasciato disappointed)

1 giugno 2007

Occhio all'amperometro

Mi ha colpito la notizia della manifestazione dei verdi su Repubblica.it. Confesso di aver pensato ad un hype eccessivo da parte del giornalista, che rendeva conto del viaggio di 300 km, da Firenze a Roma, del cinquino elettrico. Francamente ero rimasto alle auto elettriche che erano ancora sostanzialmente inutilizzabili. Un paio di hop partendo da Google, e sono arrivato qui:
E' curioso anche come la prima prova per questa auto retrofittata elettrica sia un viaggio di 300 km: proprio ciò per cui le auto elettriche NON sono concepite. Pietro (e noi con lui) ci stiamo rendendo conto che, se anche l'elettrico dovesse aiutarci nella crisi energetica, la nostra vita è destinata a cambiare di molto. Niente più weekendini in costiera o in montagna, niente più cenette dall'amico in campagna, praticamente niente più viaggi se non molto occasionalmente in treno. Col petrolio, finirà molta della nostra libertà ed indipendenza.
Il che da biciclettaro, non mi sembra una profezia così allarmistica. Insomma, per un anno ho fatto gitarelle in costiera e montagna durante il weekend, usando l'arma del treno+bici. Certo, tutti noi biciclomuniti eravamo consapevoli che molti percorsi non fosse praticabili senza l'ausilio della macchina che ti scarica all'inizio del trail senza perdere l'intera mattinata. Ma viene cmq da pensare che forse il problema non sarà una limitazione della libertà (questo è wishful thinking, in parte), ma solo un aumento del senso pratico che tutti noi dovremo avere per continuare a fare la vita che facciamo; modulo certe approssimazioni ovviamente (il famoso caffè a Napoli in 2hr di viaggio magari sarà impossibile). Inoltre l'altro fattore determinante sarà la gradualità del cambiamento. L'importante anzi, sarà far passare questo nuovo modo di fare non come fosse l'inizio dell'Autarchia, così: dall'oggi al domani. Quella sì che sarebbe una grossa presa a male!

27 maggio 2007

Cuisine

Appena tornato da Losanna, avidamente mi sono messo a spizzare le prime foto della ciemmona 2007. Il Balelec è stato fico, il Lac Léman - il lago su cui si affaccia Losanna - è gigantide come non mi immaginavo. Losanna stessa è una città deliziosa, anche se il tempo non ha permesso a me e Nicolas di girarla tanto. Eppoi, invecchiando, un Venerdì a 1000 come questo ha richiesto un'intero sabato di riposo.

Ho scoperto di aver inventato autonomamente un piatto Svizzero, la Raclette, senza saperlo: non che ci voglia tanto: se hai delle patate lesse e vuoi farle diventare qualcosa di unto grasso e delizioso cosa puoi aggiungerci di così strano? Ma l'originale in compenso ha il merito di usare un formaggio perfetto allo scopo! Questa settimana è stata all'insegna della cucina. Festa ebraica della Torah in cui abbiamo assaggiato un curioso modo di condire la pasta (un ingrediente su tutti: l'uvetta!), Raclette il sabato, cena vietnamita la domenica.. niente male 'sto melting pot!

23 maggio 2007

Europa

È iscritto alla selezione della 64 Mostra d'Arte Cinematografica di Venezia.

that's coooool!

22 maggio 2007

Je l'abbiamo fatta

Alla fine è avvenuto... ho smesso di scroccare il wifi del vicino. Forse adesso questo blog inizierà ad essere aggiornato con una cadenza degna di questo nome. Non malaccio questa Sunrise. Fondamentalmente dovrebbe essere l'equivalente di Wind, solo che Svizzera. Mi è arrivato un modem/router/voip station (si chiama voip station?) che ha funzionato out of the box, niente male come aggeggio. Fosse stato anche lui wireless, sarebbe stato il non plus ultra. Continuo a ponderare l'ipotesi di acquistare la fonera e diventare un membro attivo della comunità FON. Potrebbe essere interessante, visti gli ultimi sviluppi.
Infatti, per chi non lo sapesse ancora (leggasi, per chi non è nella mia lista di contatti MSN, del resto non pretendo di avere molti altri ammiratori. Pochi ma buoni!), mi hanno accettato il paper. La destinazione è questa. E TE DICO FERMATI! ;-)

Altro evento degno di nota, il weekend avventura. Fondamentalmente ci scriverò sopra un altro post, corredato di foto, tanto per provare che sì, quello che scriverò è documentabile, ci sono le prove, e no, non mi sto inventando un cazzo; per cui per ora niente spoiler.

Consiglio musicale della settimana: Manituana - A Soundtrack. Le prime tre spaccano. IS DE ITALIAN STYLE!

Angus McBride, RIP

17 maggio 2007

Blaxploitation

Per chi apprezza il cinema *xploitation, vedere qui. In particolare questo e questo sono uno meglio dell'altro. Le keyword di imdb per Foxy Brown sono:
Female Nudity / Beautiful Woman / African American / Drugs / Sex
... il che dovrebbe bastare!

Altra piacevola scoperta, a Dissonanze ci sarà Michelino Patton! E i Nohaybanda trio al Branca la settimana prima! Non capisco proprio come si faccia a lavorare in un mese come Maggio!

12 maggio 2007

Service

Con ogni probabilità la mia prossima calata a Roma sarà per il primo weekend di Giugno, per Dissonanze. Adesso che ho un lavoro me lo posso permettere, il biglietto :-D

Il 25 Maggio invece, Balelec a Losanna. Questo implica che mi perderò la Ciemmona 2007. Il che mi rattrista: ma tocca variare, no?

11 maggio 2007

Mamma li froci!

Questo fu un grido di "disperazione" che una volta sentii ad Amsterdam. Ma quella è un'altra storia. Ma a me questa storia del family day mi sembra tanto simile... un grido sguaiato fatto in un momento di ... scarsa lucidità (chiamiamola così). Quindi il suddetto blog aderisce alla campagna del family night (anche se solamente in maniera morale, visto che l'inten to coreografico da Lugano è difficilmente apprezzabile).

[via capola]

10 maggio 2007

I titolisti di Repubblica (.it)

Brevettate in America alcune tecniche e teorie
Sull'antica disciplina è rivolta in nome della tradizione


la disciplina è lo yoga.. fortuna che nell'articolo si parla anche d'altro, non solo "nel nome della tradizione". Avessero parlato di globalizzazione, li si sarebbe potuti scambiare per quelli del Manifesto?

Intanto la casa farmaceutica Svizzera di cui si parla, dovrebbe essere Novartis.

8 maggio 2007

Idee. punto.

Monterey, CA

TED stands for Technology, Entertainment, Design. It started out (in 1984) as a conference bringing together people from those three worlds. Since then its scope has become ever broader.

Urge farsi l'ADSL a casa!

4 maggio 2007

Spin doctoring

Al solito, sto seguendo la politica italiana in maniera indiretta. A quanto pare dopo la nascita del PD, i vari sbandati dei DS + gli eterni sbandati dei Comunisti Italiani + gli affascinanti maligni rifondaroli sono in subbuglio per unirsi. Anche loro. Sulla carta, a occhio, a me sembra la decisione inevitabile per la sopravvivenza. Nella pratica rischiano di mettersi a "rincorrere" il PD. In questi casi l'immagine è tutto, e farsi affibbiare il nome di "sinistra radicale" sinceramente non mi sembra il massimo. Per cui la mia proposta è:
Sinistra Fondamentalista
Fico, neh?

3 maggio 2007

Di prepotenza

Di prepotenza Zurigo si guadagna il primo posto nella mia personale lista di città preferite. A ripensarci, era tanto che quella lista non veniva aggiornata e non vi erano nuove candidate da esaminare per entrare in graduatoria. È vero, hanno contribuito tanti fattori al successo di ieri, prima la bella giornata - stupenda, per essere più obbiettivi - poi l'aver ammirato dal treno le ricche suburbs residenziali - per impiegati di banca!, come oggi mi faceva notare Aliaksei - per non parlare dell'aver girato fondamentalmente solo un piccolo quadrato di qualche chilometro di lato delimitato ai due vertici opposti dalla stazione e dalla Künsthaus e, dulcis in fundo, l'aver camminato nel bel mezzo di un tripudio di biciclette: ovunque, ragazze stupende in sandali e borsa a traccola sulle loro bici da corsa, sfrecciare avanti e indietro; una continua critical mass permanente; senza dover litigare con gli automobilisti perché secondo loro non hai il diritto di invadergli la strada e negargli il diritto di stare incolonnato appiccicato al culo della macchina successiva.

Sono passati 6 mesi di dottorato, ridendo e scherzando.La mia tana da orso è stata finalmente profanata dalla calata (anche se tecnicamente sarebbe una salita) dei miei genitori. Anche il reading group di neuroscienze sta giungendo alla fine, mentre nel frattempo sto soffocando appresso ai doveri di assistente e ad un primo corso dottorale sul software testing. E mi sembra di non essere in grado di pensare ai cavoli miei (scientificamente parlando, s'intende), e la nuova preoccupazione principale adesso sembra essere: trova una soluzione a questo problema. Che non involva il modificare il proprio ritmo circadiano, mi raccomando.

20 aprile 2007

Non ci siamo, non ci siamo

Berlusconi:
«Se il Partito Democratico andrà avanti - ha aggiunto - , credo che sia ineluttabile che anche nel blocco liberale si vada nella stessa direzione, come io auguro»
Liberale?? Ma dove? Storace è liberale? Alemanno è liberale?

Fassino:
«Compagne, compagni ce la faremo»
se nel partito democratico i DS continueranno a chiamarsi tra loro compagnicompagne, i democristiani continueranno ad ascoltare Ratzi, gli imbucati continueranno ad imbucarsi... annamo bene!

Intanto mi chiedo se mai Mussi riuscirà a riunire tutti i commmunisti dalla diaspora...

18 aprile 2007

Questi appunti per una storia di guerra

sto leggendo, oppure ho letto, oppure leggerò:
"S." di Gipi. L'ho preso ieri nella mia prima e ultima capata dal fumettaro di Lugano. Il tipo ha guardato il prezzo - in euro - sul retro del libro, e mi ha sparato il doppio in franchi. Pazienza, vorrà dire che mi ributterò sugli ordini postali (domanda: perché i fumettari sono dei negozianti falliti sempre e cmq?). Anyway, sapevo che era stupendo, l'ho letto prima di prendere il treno per mendrisio stamane, e finito stancamente seduto fuori in balcone, seduto coi piedi poggiati sul davanzale, in un meriggio serale che fermati. Ci sarebbe da parlarne.

"Mattatoio n. 5" di K. Vonnegut. Adesso che Vonnegut è morto, lo scopro. Ci sarei arrivato tra qualche anno, avendolo - ingenuamente - confinato nel club di quegli scrittori di fantascienza che vale la pena di approfondire più avanti, con calma. E invece sono stato oggetto di questo regalo molto apprezzato, e sul treno che mi riportava a Lugano l'unica cosa che alleviasse il mio mal di pancia è stato il divorarne buona parte. Adesso con calma mi gusterò il finale, con calma. Mi chiedevo se Douglas Adams si sia mai ispirato a Vonnegut. Entrambi non ci sono più, quindi non glielo possiamo più chiedere..

"Gestapo" di S. Hassel. Credo di aver finito, con questo, la collezione Sven Hassel. Incredibile, a pensarci. Uno dei migliori di Hassel, con le storie di Porta in cui si inseriscono altre storie, in cui se ne inseriscono altre e così via. Sven Hassel è IL caso unico di scrittore mediocre che scrive romanzi fondamentalmente uguali tra loro, e nonostante ciò le storie ti prendono e ti ci affezioni. Hanno un certo stile, le sue storie ed i suoi personaggi; ecco.

Poi avrei voluto parlare di Ferretti con il commesso della libreria Minimum Fax a S. Maria in Trastevere (quello pajaccio ovviamente), ma è in tutta la fretta della scorsa settimana quella cosa è volata via. So life goes.