Sono deliziose perché ti fanno capire, nel 150esimo anniversario della creazione dello stato Italiano, che razza di parassita si porta in grembo questo paese.Come ha fatto allora Mugabe a mettere piede a Roma? Lo ha potuto fare in virtù di particolari accordi previsti dai Patti Lateranensi, che obbligano l’Italia a far transitare sul proprio territorio personalità dirette in Vaticano. Per questa clausola l’Italia ha chiesto alla Ue un’apposita esenzione dal divieto di rilasciare il visto d’ingresso al presidente dello Zimbabwe. Il permesso vale per il tempo strettamente necessario per partecipare alla cerimonia di beatificazione di Papa Giovanni Paolo II. Ed è lo stesso permesso di cui Mugabe si avvalse per venire a Roma in occasione dei funerali di Wojtyla, nel 2005.
«You write "Born to Kill" on your helmet and you wear a peace button. What's that supposed to be, some kind of sick joke?»
1 maggio 2011
Beatitudini
Le notizie come questa (Il Messaggero, 01.05.2011) sono deliziose:
Wikipedia a den of republicans?
![]() |
| source: freenewfashiondesign.com |
Looks like Pippa Middleton is not “notable” enough for inclusion in Wikipedia. Or maybe she is, given that a previous nomination for deletion was rejected back in February, and that this one is headed towards the same outcome. Having worked already on the deletion process of Wikipedia, I always find amusing to read the arguments being used to support one decision over the other (usually to “keep” the page over “deleting” it), because they almost look like arguments a real lawyer would use. Of course any external viewer would deem this to be just a bunch of nerds playing lawyers in the court, but within the Wikipedia community it is an incredibly serious business, and all claims have to stand their validity against a large body of rules and policies.
Anyway, one thing is for sure: now we can add the royalists among the enemies of Wikipedia.
22 aprile 2011
The only democracy in the Middle-East
I am afraid that soon that is not going to be true anymore.
15 aprile 2011
Che democrazia abbiamo in Italia?
Insulti e percosse all’arrivo degli arrestati da parte di assembramenti di varie forze di polizia, ma non con sistematica frequenza, come detto da diverse parti offese; posizione vessatoria, (in piedi, gambe divaricate e braccia alzate diritte sopra la testa) nel cortile, contro il muro della palazzina delle celle, contro la rete di recinzione del campo da tennis o nei pressi della palazzina delle fotosegnalazioni; passaggio nel corridoio tra due ali di agenti di varie forze che percuotevano con schiaffi e calci, sgambettavano, ingiuriavano e sputavano; posizione vessatoria in cella o in ginocchio col viso alla parete, per 10, 18 o 20 ore, senza riposarsi o sedersi se non per pochi minuti; la posizione vessatoria della “ballerina”, sulla punta dei piedi o su un a gamba sola e far stare per ore con le mani strette nei laccetti di plastica; provata l’imposizione di tali posizioni anche a persone ferite o in menomazione fisica; provate le percosse al corpo compresi i genitali con le mani coperte da pesanti guanti di pelle, o con i manganelli, in tutti i locali per costringere alla posizione vessatoria, senza motivo o perché i soggetti avevano chiesto un magistrato o un avvocato o di andare in bagno o di conoscere il motivo del fermo o dell’arresto; provati spruzzi di sostanze urticanti o irritanti nelle celle; provati insulti a fondo sessuale, razzista; a contenuto politico; provate minacce di percosse o di morte, di stupro; provata la costrizione a pronunciare frasi lesive della propria dignità personale e frasi e inni al fascismo al nazismo e alla dittatura di Pinochet; provato il taglio forzato dei capelli e la distruzione di oggetti personali; provate le lunghe attese prima di andare in bagno e costrizione dei soggetti a urinarsi addosso; provata la “marchiatura” sul volto con pennarello degli arrestati della scuola Diaz.
In Italia il reato di tortura non è previsto dal codice penale. Sarebbe il caso di ricordarselo ogni volta che si parla di “riformare” la Giustizia.
13 aprile 2011
Può, eccome se lo può
Dicono: “come può rappresentarci? Non ha mai sentito sulla pelle cosa voglia dire essere discriminato in quanto omosessuale”. Beh, lo sta sentendo ora in qualità di eterosessuale. Non è lo stesso?
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