10 gennaio 2007

Designed in California, made in China

Alla fine è avvenuto: ho ricevuto il benedetto portatilone Apple - un Mac Book Pro - e mi posso nuovamente dire "collegato".

Su Internazionale di questa settimana (un numero bellissimo, con solo racconti e con illustrazioni di Gipi, Igort, Mattotti, Toccafondo), c'è un articolo interessante di un filosofo francese, Jean Baudrillard, molto complicato, molto bello, pieno di cazzate (nel senso che non mi trovano d'accordo), ma che mi ha lasciato di stucco soprattutto per l'incipit - che ora non ricordo, guarda il caso: parla di "Eccesso di realtà" come causa dell'estinzione del mondo soggettivo. L'articolo critica (nemmeno tanto in senso costruttivo) l'avvento del digitale in fotografia, e prende questa discussione come esempio dell'Egemonico che caratterizza la nostra società occidentale, post capitalista, etc etc.

Insomma, a leggerlo tutto d'un fiato fa un pò l'effetto dei libri di Simone De Beauvoir, soprattutto se sei contrario per attitudine a quelle cose. L'effetto è quello fantozziano del ridere appresso a tutti 'sti paroloni sparati a raffica, detto molto crudemente. E insomma, tutto questo per dire che sì, non ero d'accordo su molte cose, che sì, a tratti l'avevo preso a ridere ma anche che no, questo incipit non mi è sfuggito di mente. E questa idea dell'eccesso di realtà mi sta un pò sul groppone, in questi due giorni e mezzo di ritorno a Lugano, al lavoro. Ho passato delle vacanze di natale molto belle, stando di nuovo a casa di mia nonna a dormire come quando ero piccolo, lavorando come un disperato per Chrysalis per poi vederne i frutti (detto in tre parole, è 'na bomba), stando fuori fino a tardi una sera sì e pure l'altra con gli amici, tutti gli amici.. e adesso mi trovo nella realtà del lavoro, dell'uni, di questo regalo di natale firmato Apple arrivato tardi, dopo aver abbandonato un ritmo di vita che a Roma mi sarei sognato, in tempi normali, e che quasi quasi nemmeno mi stancava più di tanto.

L'altra lettura di questi due giorni Luganensi è "Reduce" di Giovanni Lindo Ferretti. E questo è un indizio non da poco per capire il mio stato d'animo corrente. Non so se abbia tanto senso fare una recensione di un libro del genere, soprattutto da un punto di vista ideologico. Ma se verrà lo farà in un altro post. Per ora ho ben altro da fare, ad esempio capire, dopo il tasto meletta, a cosa serve il tasto accanto..

3 commenti:

L'oracolo ha detto...

Tanto non si usa quasi mai, lascialo perdere e setta piuttosto i bordi dello schermo attivi per Exposé e Dashboard ;-)

E vieni anche tu con noi a sbavare sull'iPhone: ormai fai parte della grande famiglia, non puoi esimerti :-)

(e via con un bel post sulle tribù e sul senso di appartenenza artificiale...)

Junkie ha detto...

Allora gli adesivi che ti danno assieme al macbook servono solo a farsi riconoscere agli altri membri del branco e nulla più??

Ach! Ed io che ieri cercavo in tutti i modi di vedere il video della keynote di Steve (chiamare Steve Jobs per nome è segno che sto peggiorando? Dottore, STO PEGGIORANDO??)

.ilu. ha detto...

Benvenuto nel branco della mela.. ti accorgerai di stare peggiorando quando avrai sottomano un PC Windows e proverai a gettare nel cestino tutte le tue periferiche.. ;P